Famiglia bengalese sterminata, chi è Shahadat Hossain: un attivista della comunità, “molto cattivo con le donne”

Posti di blocco sulle strade, controlli nelle stazioni, ai capolinea degli autobus diretti all’estero, negli aeroporti e alle frontiere. È scattata una vera e propria caccia per rintracciare l’uomo sospettato di aver sterminato a colpi di mannaia una famiglia venerdì sera in un appartamento alla periferia di Roma.

Blitz su un treno, ma non era lui

Da quanto gli investigatori della squadra mobile di Roma hanno identificato il presunto killer nel quarantatreenne bengalese Shahadat Hossain si sono innescate ricerche in tutta Italia.

Famiglia bengalese sterminata, chi è Shahadat Hossain: un attivista della comunità, “molto cattivo con le donne” (foto Ansa-Blitzquotidiano)

Le pattuglie sul territorio di Polizia, Carabinieri e altre forze dell’ordine, foto alla mano, stanno controllando con attenzione nelle varie città se qualcuno possa corrispondere a lui.

La sua immagine è stata diffusa nel pomeriggio di sabato sui canali social e WhatsApp della polizia e – in meno di 24 ore – sono arrivate circa 50 segnalazioni.

Una di queste ha fatto scattare sabato pomeriggio un blitz su un treno alla stazione di Bologna, ma si è rivelata un falso allarme. L’uomo notato era molto somigliante ma non si trattava del quarantatreenne sospettato.

Quarantatré anni, passaporto bengalese, era una presenza fissa negli ambienti politici e associativi della comunità romana. A gennaio 2025 aveva pubblicato con orgoglio la lista degli iscritti alla “Sezione di Roma” del Bnp, dove il suo nome figurava con la carica di segretario generale congiunto.

L’ultimo post sul suo profilo Facebook, appare sinistramente come una premonizione legata al delitto: “Una persona non muore da sola; muore lasciando che anche qualcun altro muoia. Pertanto, quando si muore, si dovrebbero portare con sé i propri cari. In questo modo, nessuno dovrà soffrire”, scriveva Hossain.

“È molto cattivo specialmente con le donne”

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori anche quella che Shahadat possa aver compiuto un gesto estremo. L’ultima cella agganciata dal suo cellulare risalirebbe alla notte tra venerdì e sabato, in una zona poco distante dal quartiere Casalotti, teatro del triplice omicidio.

Da quel momento nessuna traccia. Probabilmente si è disfatto del telefono per non essere tracciabile. Sui social si è innescato un vero e proprio tam-tam, nelle chat di abitanti e tra appartamenti alla comunità bengalese.

Shahadat Hossain “è molto cattivo specialmente con le donne – scrive un utente in un post – ci ho lavorato 15 giorni. Fortunatamente lo hanno allontanato dopo che ci siamo lamentante”.

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