Brasile, senti Ronaldo: “Neymar mi ricorda me nel 2002, spero zittisca chi lo ha criticato”

Roma, 29 giugno 2026 – Dopo il primo posto nel gruppo C, davanti a Marocco, Scozia e Haiti, per il Brasile inizia la fase a eliminazione diretta del Mondiale. Oggi, alle 19, Ancelotti e i suoi se la vedranno con il Giappone, che ha chiuso al secondo posto nel gruppo F dietro l’Olanda. Rispetto alla prima partita, contro il Marocco, il Brasile sta crescendo di condizione, come dimostrano le due larghe vittorie contro Haiti e Scozia. Ora, però, cambia tutto e la squadra deve dimostrare di essere pronta. Ancelotti potrà contare anche su Neymar, che proprio nell’ultima gara dei gironi è tornato a vestire la maglia verdeoro 980 giorni dopo l’ultima volta. L’ex Barcellona e Paris Saint-Germain, infatti, non indossava la maglia della sua nazionale dal 17 ottobre del 2023, quando fu costretto ad abbandonare il campo a causa di un infortunio al legamento crociato anteriore e al menisco.

Da quel giorno è iniziata la lunga camminata di O’Ney per rivestire un’ultima volta la maglia della sua nazionale. Quindi il recupero dall’infortunio, il ritorno al Santos e, infine, la scelta di Ancelotti di convocarlo. Neymar è un idolo in Brasile: sono andati virali i video dei festeggiamenti al momento della convocazione o durante l’ingresso in campo al posto di Cunha. Ancelotti, però, ha scelto di inserirlo nei 26 definitivi anche per l’esperienza e la leadership all’interno dello spogliatoio. Una situazione che, secondo Ronaldo, si avvicina tanto alla sua nel 2002, quando venne convocato nuovamente in nazionale dopo un’assenza di due anni e mezzo. “Il ritorno di Neymar in Nazionale mi ricorda tanto il mio nel 2002 – ha detto Ronaldo a L’Équipe –. È il giocatore migliore della squadra, non vedo nessun altro tra i convocati con la stessa capacità di far vincere una partita. A 34 anni non deve dimostrare più niente a nessuno, spero che le sue prestazioni zittiscano chi lo ha criticato”. Nella sfida di oggi si capirà davvero qual è la dimensione del Brasile e se può davvero sperare di arrivare in fondo. Il Giappone è una squadra organizzata che sa mettere in difficoltà le big, come dimostra il pari contro l’Olanda. Poi c’è stata la rotonda vittoria contro la Tunisia (4-0) e un altro pareggio, contro la Svezia (1-1). Contro il Brasile, però, il livello si alza sensibilmente.