Antisionismo e politica globale, i congressi di Vienna e Dublino accendono la polemica

A 130 anni dalla fondazione ebraica del sionismo è iniziata la demolizione ebraica dello stesso sionismo? È possibile. Vediamo perché.

Nel più completo silenzio dei mass media europei si è tenuto in Irlanda dal 26 al 28 giugno scorso il secondo Congresso Ebraico Antisionista Mondiale (JAZIC 2). Il congresso si è svolto a Tallaght, un sobborgo situato nel sud-ovest di Dublino, in Irlanda, a detta degli organizzatori scelta “per lo specifico ruolo svolto dagli irlandesi nell’opposizione e nella sconfitta del colonialismo britannico sull’isola d’Irlanda, almeno nel Sud”. Gli organizzatori hanno spiegato che “l’Irlanda è stata la prima colonia del nascente Impero Britannico, e abbiamo perciò ritenuto opportuno sceglierla per discutere della futura sconfitta della sua ultima colonia, lo stato sionista in Palestina”.

Da notare che lo stesso silenzio generale è stato tenuto l’anno scorso nei confronti del primo Congresso Ebraico Anti-Sionista, durato tre giorni a Vienna con la partecipazione di oltre mille attivisti antisionisti, tra i quali molte personalità di spicco. Vienna è stata scelta perché nel febbraio 1896 Theodor Herzl vi pubblicò Der Judenstaat, il piccolo volume che ha dato  inizio al movimento politico sionista.

Il secondo Congresso Ebraico Antisionista è stato aperto dallo storico israeliano Ilan Pappé, docente autore tra l’altro del libro “La pulizia etnica della Palestina”, libro che, documenti alla mano anche degli archivi militari e dei diari dello stesso Ben Gurion fondatore dell’attuale Stato israeliano, ha demolito l’edificante narrazione mainstream sulla nascita di Israele ricordando che Ben Gurion appena insediato ordinò la cacciata di ben 700 mila palestinesi. Cacciata avvenuta con contorni di stupri e stragi. Pappé ha spiegato che la politica del mondo occidentale è influenzata dalla convinzione, giusta o sbagliata che sia, che le lobby filoisraeliane abbiano un potere immenso. “Questa percezione – ha sostenuto Pappé – “continua a plasmare la politica occidentale, dove le accuse di antisemitismo vengono sistematicamente strumentalizzate per proteggere Israele da qualsiasi responsabilità, nonostante le prove schiaccianti che documentano occupazione, apartheid e genocidio. Questo è anormale. È ingiusto. È immorale. Motivo per cui gli ebrei antisionisti hanno una responsabilità particolare nel demolire l’idea che il sionismo rappresenti il giudaismo stesso”.

Da notare che, oltretutto, nel suo libro intitolato significativamente “L’invenzione del popolo ebraico” un altro docente ebreo israeliano, Shlomo Sand, ha dimostrato che gli ebrei ashkenaziti, la stragrande maggioranza del mondo ebraico, tra l’80 e l’85%, non è affatto semita ma ariana come i tedeschi e gli europei in genere perché si tratta dei discendenti degli abitanti del regno della Khazaria, dalle parti del mar Caspio, convertiti all’ebraismo nell’VII  o IX secolo DOPO Cristo per decisione del loro re Bulan. Mentre invece sono semiti gli arabi, i libanesi e i palestinesi, motivo per cui i veri antisemiti sono i sionisti e lo Stato di Israele.  Come se non bastasse, Sand ha anche scritto il libro “L’invenzione della terra di Israele”, dove fa a pezzi i miti nati dal mito della  “Terra Promessa” e analizza come si è man mano espanso lo Stato israeliano.

Il documento conclusivo del primo congresso antisionista tenuto a Vienna l’anno scorso e quello di convocazione del secondo a Dublino del giugno scorso costituiscono una base concreta programmatica, un movimento strutturato se non un vero e proprio partito. Si tratta di due documenti impressionanti, di estrema importanza e interesse, anche perché fanno a pezzi la vulgata edificante e retorica che va per la maggiore, il mainstream che regna pressocché incontrastato sulla nascita, crescita e realtà attuale dello Stato israeliano. Un motivo in più per condannare con fermezza il silenzio che ha cercato di soffocare i due congressi.

A 130 anni dalla fondazione ebraica del sionismo è iniziata la demolizione ebraica dello stesso sionismo?

Dichiarazione del primo Congresso ebraico antisionista mondiale (Vienna 13-15 giugno 2025)

Oltre 1.000 ebrei e non ebrei antisionisti si sono riuniti a Vienna per tre giorni di conferenze e workshop nell’ambito del Congresso sull’antisionismo ebraico . Sebbene si sia trattato del primo evento del suo genere in Europa, sono già in corso i preparativi per un secondo congresso nel 2026.

Noi, relatori e organizzatori del congresso, pubblichiamo questo appello pubblico, che riflette le posizioni comuni raggiunte nel corso dei tre giorni di deliberazioni.

Come ebrei antisionisti e alleati, ci schieriamo al fianco di tutti i palestinesi – in Palestina e in esilio – contro il sionismo e i suoi crimini, tra cui genocidio, apartheid, pulizia etnica e occupazione. Affermiamo il diritto delle persone che vivono sotto occupazione a difendersi con ogni mezzo , come riconosciuto da molteplici disposizioni delle Nazioni Unite. È fondamentale che gli ebrei di coscienza, ovunque nel mondo, si uniscano per opporsi al sionismo in comune e in solidarietà con il movimento globale per la liberazione della Palestina. Ci impegniamo a espandere il nostro movimento oltre le sue radici europee per includere le voci antisioniste di tutto il mondo, incluso il Sud del mondo.

Condanniamo senza riserve tutti i crimini di guerra commessi da Israele dal 7 ottobre 2023, tra cui la pulizia etnica, l’apartheid militarizzato, l’urbicidio, lo scolasticidio, il medicidio, la carestia di massa come mezzo per sfollare forzatamente oltre due milioni di abitanti di Gaza e un genocidio in corso che coinvolge centinaia di migliaia di persone, uno dei peggiori crimini di guerra del nostro tempo. Questi atti sono già stati riconosciuti come tali dalla CPI e dalla Corte Internazionale di Giustizia, sebbene lo Stato di Israele abbia respinto categoricamente le richieste di entrambe le corti. Ha inoltre respinto numerose richieste sia dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che del Consiglio di Sicurezza. Di conseguenza, circa due milioni di civili sono attualmente confinati in una piccola area della Striscia di Gaza senza accesso a cibo, acqua, medicine, riparo o assistenza medica. Questi nuovi crimini sono solo gli ultimi di una storia infinita di reati simili che risale al 1948.

Nonostante le ripetute violazioni delle risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e gli estesi rapporti dei Relatori Speciali delle Nazioni Unite, non sono mai state imposte sanzioni a Israele.

Nessuno di questi crimini di guerra e crimini contro l’umanità avrebbe potuto essere compiuto o sostenuto senza il sostegno attivo ed entusiastico delle potenze occidentali – attraverso aiuti militari, supporto finanziario e copertura politica e diplomatica – guidate da Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. Sostenendo e armando uno Stato criminale che commette genocidio, questi governi hanno la responsabilità legale e morale ai sensi della Convenzione sul Genocidio del 1948. Invitiamo tutti gli Stati e le società a rispettare i propri obblighi ai sensi della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio e ad adottare tutte le misure necessarie per porre fine al genocidio in corso a Gaza.

Le sanzioni devono includere anche la sospensione di Israele dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, come accadde al Sudafrica nel 1974 per le sue politiche di apartheid. I crimini di Israele sono chiaramente ancora più orribili. Sebbene l’ONU abbia schierato truppe internazionali per decenni per separare le parti in conflitto tra Israele ed Egitto e Israele e Libano, non ha mai istituito una forza di protezione per proteggere la vita dei palestinesi dall’oppressione sistematica e dal terrore perpetrati dallo Stato israeliano. Siamo d’accordo che sia giunto il momento di adottare una simile misura umanitaria. Senza di essa, Israele continuerà a commettere omicidi di massa contro i palestinesi.

Chiediamo inoltre che l’Unione Europea segua le proprie leggi e rispetti l’articolo 2 dell’accordo di associazione UE-Israele , che le impone di cessare i rapporti commerciali con Israele e di porre fine al suo status di associazione nei programmi finanziati dall’UE.

Invitiamo tutte le società, le associazioni e le organizzazioni internazionali a espellere Israele dalle proprie fila finché non rispetterà tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, non porrà fine al genocidio in corso a Gaza e non ritirerà le sue forze armate da tutti i territori conquistati con la forza nel 1948 e nel 1967, nonché da tutti i territori siriani e libanesi occupati dal 1967. Israele deve ritirare immediatamente e completamente le sue forze armate dalla Striscia di Gaza, revocare il blocco in vigore dal 2006 e garantire a tutte le organizzazioni umanitarie accesso illimitato per operare liberamente.
Invitiamo tutti gli stati, le istituzioni e le organizzazioni della società civile a implementare e sostenere le richieste del Comitato Nazionale Palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS). Ciò include la cessazione di tutti i legami finanziari, accademici, militari, culturali e diplomatici con lo stato genocida fino a quando non soddisferà le condizioni di cui sopra e garantirà il diritto dei rifugiati palestinesi a tornare alle loro case e proprietà, in conformità con la Risoluzione ONU 194.

Invitiamo inoltre le Nazioni Unite a imporre sanzioni immediate e globali in risposta agli attacchi immotivati e illegali di Israele contro Teheran e altre città iraniane, nonché alle sue uccisioni di massa di civili. Queste sanzioni devono essere estese anche ai governi occidentali che incoraggiano e favoriscono i crimini internazionali in corso di Israele attraverso il sostegno militare e politico. Le armi nucleari illegali di Israele devono essere smantellate attraverso un processo trasparente supervisionato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.
Rifiutiamo categoricamente l’affermazione che Israele agisca per conto degli ebrei o che le sue attività criminali siano sostenute da tutti gli ebrei. Invitiamo gli ebrei di tutto il mondo a opporsi allo Stato sionista, a negarne la legittimità e a chiedere la cessazione immediata delle sue azioni criminali e riprovevoli. Ciò include il sostegno alla campagna BDS e la recisione dei legami culturali, politici e istituzionali con Israele finché non soddisferà le condizioni di cui sopra. Israele e il sionismo agiscono illegalmente e immorale, pur insistendo di farlo per conto degli ebrei, mettendo così in pericolo tutti gli ebrei ovunque. Questa affermazione secondo cui gli ebrei sostengono intrinsecamente il sionismo e l’abominevole Stato sionista è autentico antisemitismo.

Rendiamo omaggio a tutti gli oppositori israeliani del sionismo e invitiamo gli ebrei israeliani a riconsiderare la loro lealtà a un regime che ha negato i diritti dei palestinesi per oltre otto decenni. Onorando l’eredità storica degli ebrei e i principi dell’ebraismo stesso, invitiamo tutti gli ebrei di coscienza ovunque a schierarsi fianco a fianco con i palestinesi contro l’ideologia razzista del sionismo e la sua intrinseca supremazia. Invece, ovunque ci troviamo, lavoreremo con il movimento globale per la decolonizzazione e la liberazione della Palestina. Restiamo uniti e facciamo tutto ciò che è in nostro potere per creare un futuro di uguaglianza, giustizia e dignità per tutto il popolo palestinese, una terra dove la vita condivisa e il rispetto reciproco possano rifiorire. Decolonizzazione e de-sionizzazione. Libertà per la Palestina e il suo popolo.

Documento di convocazione del secondo Congresso Anti-Sionista Mondiale (Dublino 26-28 giugno)

di Haim Bresheeth-Žabner*

Meno di un anno fa, il primo Congresso Anti-Sionista si riunì a Vienna per tre giorni di dibattiti e discussioni, proprio nella città che nel febbraio 1896 Theodor Herzl pubblicò Der Judenstaat, il piccolo volume che diede inizio allo sviluppo del sionismo politico che portò al movimento sionista e allo stato coloniale di insediamento di Israele, ora coinvolto in un genocidio a tutto termine, pulizia etnica della Palestina, una guerra contro l’Iran e la distruzione e il genocidio nel sud del Libano. 130 anni di sionismo hanno creato i peggiori mostri politici dai tempi del Terzo Reich. Questo, ovviamente, fu fatto in nome della liberazione degli ebrei.

Lo stato dell’Apartheid ebraico fu istituito nello stesso anno, il 1948, in cui fu creato lo stato dell’Apartheid bianco in Sudafrica. Almeno quel mostro è già sparito, anche se il modo in cui è stato fatto non ha portato alla liberazione per cui tanti hanno lavorato, e i neri in Sudafrica vivono ancora con molte delle disuguaglianze create dal regime dell’Apartheid bianco.

Eppure in Palestina, lo stato coloniale di Israele sembra più forte che mai, controllando l’agenda, il processo decisionale e la direzione politica di gran parte dell’Occidente globale, mentre è coinvolto nel genocidio più terrificante della nostra vita. Nonostante questo sia durato quasi tre anni, sembra non esserci una fine in vista per l’oppressione, la sofferenza e la distruzione della vita palestinese nella loro stessa terra, con ogni organizzazione, istituzione e persino stato che ha partecipato alla lotta contro i crimini di guerra israeliani che sono stati schiacciati e puniti dalla potenza combinata dell’Occidente globale.

Sicuramente siamo tutti coinvolti? Sicuramente stiamo tutti subendo la perdita dei nostri diritti alla libertà di parola, del diritto di protestare o del dovere di rispettare la legge del paese e il diritto internazionale, sotto governi uniti nel sostenere i crimini contro l’umanità? Il fatto che ciò avvenga in nome di aiutare gli ebrei contro l’antisemitismo è una delle menzogne più persistenti del nostro tempo. E gli ebrei di tutto il mondo si stanno unendo contro di essa.

L’anno scorso, il Congresso di Vienna ha riunito mille attivisti per avviare il processo di costruzione di un’opposizione ebraica globale al sionismo, a Israele e ai suoi crimini, e agli stati che sostengono queste atrocità illegali – militarmente, politicamente e finanziariamente. Le basi sono state gettate, e ora ci è affidato il compito della prossima fase – costruire il movimento, dirigerne gli obiettivi, ascoltare e collaborare con il movimento globale palestinese e contribuire a trasformare le comunità ebraiche da centri servili di sostegno ai crimini israeliani a far parte dell’opposizione anti-sionista all’entità genocida israeliana.

Dublino fu scelta per la seconda edizione del Congresso a causa del ruolo specifico svolto dagli irlandesi nell’opposizione e nella sconfitta del colonialismo britannico sull’isola d’Irlanda, almeno nel Sud. L’Irlanda fu la prima colonia del nascente Impero Britannico, e ritenemmo opportuno discutere della futura sconfitta della sua ultima colonia, lo stato sionista in Palestina.

Qui era iniziata questa malattia politica, ed è qui che dovremmo discutere della fine della colonia palestinese, iniziata dall’Impero Britannico con la sordida donazione della Palestina al movimento sionista nel 1917, con la Dichiarazione Balfour. La Gran Bretagna è il primo impero che ha sostenuto il sionismo allora, e ha continuato a farlo senza interruzioni per 110 anni – tutti i governi britannici, indipendentemente dalla sua orientazione politica, hanno sostenuto i crimini di Israele, e l’attuale governo britannico sta dimostrando che non c’è nulla che non farà per continuare tale sostegno – anche la perversione della giustizia in Gran Bretagna stessa.

Il Regno Unito è l’unico ad aver arrestato oltre 3.000 persone, molte delle quali fragili e anziane, per il terribile crimine di aver esposto un manifesto scritto a mano, giudicato come atto di terrorismo, e di giustificare l’intento di accuse di terrorismo contro cittadini rispettosi della legge, da parte di un regime che ha mostrato profondo disprezzo per i diritti umani, non solo in Palestina ma anche in Gran Bretagna. Dublino è un luogo storico eccellente per ricordare al regime britannico che la lotta contro l’ingiustizia a volte ha successo. In effetti, a lungo termine, ha sempre successo.

Il Congresso di Dublino ha un’agenda molto carica da discutere e per passare dal semplice dibattito all’azione politica. Con i contributi delle principali voci nella lotta per la liberazione palestinese e la giustizia internazionale, tra cui Ilan Pappé, Ramzy Baroud, Francesca Albanese, Jérôme Lagarce e Craig Mokhiber, il Congresso cerca di andare oltre l’analisi e di avvicinarsi a strategie pratiche per affrontare il sionismo e sostenere la libertà palestinese.

La maggior parte degli stati occidentali continua a sostenere i crimini israeliani. La maggior parte degli ebrei in Occidente sostiene ancora Israele, e dobbiamo invertire questa situazione. La maggior parte delle comunità ebraiche continua a mandare figli e figlie a servire in un esercito genocida.

La maggior parte delle sinagoghe in Gran Bretagna organizza ancora eventi sionisti, preghierando per Israele e l’IDF. La maggior parte delle comunità ebraiche continua a diffondere menzogne israeliane sull’Hasbara, a mettere a tacere azioni per la Palestina e a presentarsi, così come Israele, come vittime eterne, invece di ammettere i crimini del sionismo, aiutate e favorite da tali comunità. Tali comunità sono ancora resistenti all’argomentazione, alle prove e al diritto internazionale, per non parlare della moralità.

Come ebrei anti-sionisti, siamo ben posizionati per cambiare tutto questo – per giocare il nostro ruolo nella decolonizzazione, de-sionizzazione e liberazione della Palestina dall’oppressione sionista che la Gran Bretagna ha imposto alla sua popolazione indigena. Per due millenni, gli ebrei hanno subito varie forme di oppressione, incluso il diventare vittime di uno dei più grandi genocidi. Questo dovrebbe spingere tutti gli ebrei a opporsi al genocidio, e soprattutto a uno perpetrato dagli ebrei in nome di tutti gli ebrei!

I dibattiti a Dublino devono concentrarsi sulla liberazione della Palestina dal sionismo e dal suo genocidio militarizzato, in effetti, sulla liberazione dell’intera Asia occidentale dalla mostruosità che Israele è diventato – il motore del caos dell’Occidente, coinvolto nel seminare morte e distruzione in sei stati negli ultimi anni.

Ma c’è un altro tipo di liberazione che dobbiamo raggiungere a Dublino – la liberazione della mente ebraica, ora occupata dal sionismo, dal militarismo, dal razzismo e dal suprematismo ebraico. Il sionismo non ha solo occupato la Palestina e altri stati dell’Asia occidentale – ha occupato e distrutto lo stesso ebraismo, scambiando la divinità e la storia ebraica con il razzismo militarizzato del colonialismo di colonismi israeliani.

Questo è il primo compito del Congresso – liberiamo l’ebraismo ovunque dagli artigli del sionismo genocida. Ci uniamo pienamente ai palestinesi nella loro lotta per la giustizia, la pace e l’uguaglianza, per la libertà nella loro stessa terra. Facciamo tutto il possibile per fermare il genocidio, invertire i suoi terrificanti danni, aiutare a ricostruire Gaza e Palestina e portare alla giustizia i responsabili dei crimini genocidi.

Solo così ci sarà un futuro per gli esseri umani in Palestina – liberare la Palestina porendo fine al sionismo significa creare un ebraismo indipendente e giusto, libero da antisemitismo e islamofobia. Questo è esistito in molte società arabe e musulmane dove ebrei, musulmani e cristiani vivevano insieme in una forma di coesistenza definita “Convivencia” da storici successivi.

Tali società erano libere dal profondo razzismo europeo, ora in fase di ritorno. Se era possibile ad Al Andalus, Nord Africa, Medio Oriente, Iran, Turchia e Balcani, perché ora non è possibile? La rimozione del sionismo potrebbe aprire le porte a una nuova storia di Convivencia, e non solo in Palestina.

Per saperne di più sul Congresso, il suo programma e per registrarsi e partecipare, consulta il sito web del Congresso https://jazic.org

*Haim Bresheeth-Žabner è Professore Associato presso la SOAS University of London e autore di An Army Like No Other: How the IDF Made A Nation

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