Lamin Saidilly e la frase shock dopo l’accoltellamento a Milano: “Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio”

Milano, 5 luglio 2026 – “Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio“. È la frase scioccante, priva di qualsiasi accenno di pentimento, riferita da Lamin Saidilly, 22 anni, alle forze dell’ordine che lo hanno fermato ieri dopo che ha accoltellato senza alcun motivo il 55enne Gerardo P. fuori da un bar in via Alfonso Capecelatro a Milano. La vittima e il suo aggressore non si conoscevano.

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Secondo quanto si legge nel capo di imputazione, “con il capo coperto da un passamontagna nero e senza proferire alcuna frase”, Saidilly – nato in Italia da genitori gambiani e residente a Conegliano Veneto – ha aggredito la vittima “dalle spalle, con un coltello di 21 centimetri colpendolo con 20 fendenti” alla testa, al collo, al torace e all’addome.

L’interrogatorio

Saidilly sarà interrogato domani mattina dal gip Luigi Iannelli nel carcere di San Vittore. Il pm Elio Ramondini ha inviato la richiesta di convalida dell’arresto al gip per tentato omicidio. L’intera aggressione è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza presenti all’esterno del bar.

Le condizioni del ferito

Intanto il ferito è in condizioni stabili, ma rimane ancora sedato. I medici dell’ospedale Niguarda non hanno ancora sciolto la prognosi che resta al momento riservata. L’uomo come detto è stato colpito da almeno venti coltellate che hanno causato lesioni interne.

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La dinamica

Ore 7.20 di sabato 4 luglio, via Capecelatro angolo Paravia. Quartiere San Siro, a due passi dallo stadio. Gerardo P. sta conversando con papà Costantino ai tavolini esterni del bar La Giada: il cinquantacinquenne di professione informatico vive con moglie e figlia a un paio di chilometri di distanza, al Giambellino, e va a trovare spesso i genitori, specie nel weekend.

“Stavamo parlando di alcune camicie che aveva appena comprato, era in piedi davanti a me”, ha ricostruito qualche ora dopo il genitore settantottenne nella sala d’attesa dell’ospedale dov’è stato ricoverato il figlio. Poi la violenta e incomprensibile aggressione.


“Mai visto tanto sangue”, ha riferito un cliente del bar. Il padre si alza per difendere il figlio e riesce a buttarlo a terra con l’aiuto decisivo di due muratori egiziani, Sobri Azzam e Soliman Osama di 37 e 52 anni: “Gli siamo saltati addosso e lo abbiamo disarmato”.

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Chi è l’aggressore

Saidilly ha vissuto per una decina d’anni in Inghilterra, e la Questura di Milano sta verificando con le autorità britanniche se si tratti della stessa persona che il 17 novembre 2023 accoltellò per rapina un uomo fuori da un pub a Leeds.

Le indagini puntano anche a capire se il 22enne abbia agito per finalità terroristiche: al momento la pista è esclusa. In tasca aveva alcuni bigliettini scritti a mano in inglese con frasi motivazionali tipo “Credi in te stesso” e “Non lasciarti abbattere dal dolore”

“Circa una settimana fa se n’è andato di casa senza dire nulla”, ha raccontato alla Digos di Treviso papà Dodou, operaio in un’azienda di Pordenone.