Roma, 10 luglio 2026 – È tempo di tagli in casa Volkswagen: previste riduzioni fino al 50% della propria gamma di modelli sul mercato. Lo ha annunciato il gruppo al termine di una riunione del consiglio di sorveglianza a Wolfsburg. La notizia arriva dopo l’indiscrezione del Der Spiegel, secondo cui Volkswagen è pronta a chiudere quattro fabbriche in Germania nei prossimi anni. Il magazine riferisce che, entro cinque anni, il colosso dell’auto tedesca chiuderà i siti di Zwickau e Emden. Nel 2032 dovrebbe seguire la chiusura di Hannover e nel 2034 quella di Neckarsulm. Parliamo di quattro stabilimenti in cui lavorano 40mila dipendenti. Il gruppo, però, non ha ancora fornito dettagli su possibili tagli di posti di lavoro e chiusure di fabbriche.
Meno modelli sul mercato
La capacità produttiva globale di Volkswagen dovrebbe scendere da 12 a 9 milioni di veicoli, come dichiarato dall’amministratore delegato Oliver Blume. Per giustificare questa iniziativa, il più grande costruttore automobilistico europeo ha spiegato che il gruppo intende concentrarsi sui segmenti di mercato più interessanti. Blume ha ribadito l’obiettivo di riorientare la casa automobilistica, come riporta la Dpa, parlando della “riorganizzazione più ampia nella storia del gruppo”. “Con il nostro piano per il futuro rendiamo il gruppo ancora più solido e competitivo, anche in un contesto globale estremamente difficile”. Il consiglio di amministrazione si assume così “la responsabilità per il futuro sostenibile dell’azienda, in un momento in cui l’industria automobilistica è sottoposta a forti pressioni a livello mondiale”, ha proseguito Blume. “Limitiamo i rischi, cogliamo nuove opportunità grazie alle nostre forze e diamo un chiaro segnale di rinnovamento per la Germania come polo economico”.
Il maggiore costruttore europeo di auto è sottoposto a forti pressioni a causa dei dazi statunitensi, dei margini di profitto più ridotti sui veicoli elettrici e della concorrenza in Cina, il più grande mercato automobilistico al mondo.
Le sforbiciate ai posti di lavoro
Il gruppo, che comprende 10 marchi che spaziano dalla Seat alla Porsche, ha già avviato un piano per eliminare 50mila posti di lavoro in Germania entro il 2030, di cui 35mila relativi al marchio omonimo. I tagli previsti per il brand Volkswagen rientrano in un accordo siglato con i sindacati alla fine del 2024, che escludeva la chiusura di stabilimenti in Germania almeno fino alla fine del decennio. L’amministratore delegato Oliver Blume, però, starebbe ora valutando il taglio di 100mila posti di lavoro a livello globale, mentre le produzioni degli impianti tedeschi in chiusura sarebbero spostati a fabbriche dell’Est Europa, che offrono costi operativi molto inferiori. Tuttavia, per il momento, non sono arrivate decisioni definitive.
Il piano ha scatenato l’ira dei sindacati. “Se questi piani dovessero concretizzarsi, ci opporremmo con tutte le nostre forze”, ha dichiarato Christiane Benner, leader del sindacato Ig Metall, in un comunicato congiunto con Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica della Volkswagen.