Roma, 13 luglio 2026 – Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, oggi è atteso a Parigi per il Vertice dei Volenterosi. Il tema dell’incontro è quanto mai importante, visto che è stato organizzato per parlare del “risveglio strategico europeo”. Il presidente Emmanuel Macron ospiterà ben 25 capi di Stato e di governo, con l’ambizioso obiettivo di creare sistema di difesa antimissile «complementare», basato sull’expertise europea e che attribuisca «un ruolo molto forte all’Ucraina», alla luce dell’esperienza accumulata dal Paese dall’inizio dell’invasione russa, oltre a valutare piani per il dispiegamento di una forza multinazionale in caso di un ipotetico cessate il fuoco. In ballo, molto probabilmente, ci sono anche future esercitazioni comuni. Al vertice dei Volenterosi l’Italia sarà presente ma non con la sua massima carica, Giorgia Meloni, bensì con il vicepremier Antonio Tajani.
La mancata intesa Ue sul pacchetto di sanzioni
Le premesse della vigilia, tra l’altro, non sono delle migliori. I bombardamenti russi e la rappresaglia dell’Ucraina continuano. Ieri, a Bruxelles, il Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue, si è riunito tutto il pomeriggio per esaminare il ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Secondo le indiscrezioni, sarebbero stati compiuti progressi sulle questioni in sospeso, ma occorre lavorare ancora per risolvere le singole problematiche sollevate da alcuni Stati membri. La quadra, insomma, non si trova, nonostante sia venuto a mancare l’ostacolo ungherese, dopo la sconfitta di Viktor Orban, all’interno dell’Ue le divisioni sono ancora parecchie. I rappresentanti torneranno a riunirsi oggi.
Il maxi rimpasto di Zelensky
Ci mancava solo il presidente Zelensky e il suo maxi rimpasto di governo a rendere tutto ancora più incerto. Il numero uno di Kiev si presenterà a Parigi dopo un repulisti che il leader ucraino su X ha definito «un cambio di strategia politica» sia all’interno del Paese, sia per quanto riguarda le relazioni internazionali. A farne le spese è stata la premier Yulia Svyrydenko. Zelensky ha assicurato di aver discusso con lei «tutti i dettagli» e aver stabilito che il nuovo corso richiede un rinnovamento del Consiglio dei Ministri. Ma Svyrydenko è stata accompagnata alla porta, con tanto di frase di circostanza sui social, con cui Zelensky ha lodato «il lavoro chiaro, costante ed efficace come primo Ministro e i suoi anni di servizio produttivo nella squadra ucraina». Il numero uno di Kiev ha anche aggiunto di averle proposto «di assumere la guida di un nuovo e importante settore delle relazioni con un partner chiave». Uno schema che ricorda molto all’allora ministro degli Esteri, Dmitro Kuleba, scomparso dai radar della diplomazia nel giro di pochi giorni dopo essere stato sostituito da Andrij Sybiha. Ai tempi si ipotizzò che il reale motivo dell’allontanamento fosse che il capo della diplomazia ucraina metteva un po’ troppo in ombra il presidente.
Altri cambiamenti in vista in Ucraina
Le novità non sono finite. Zelensky ha annunciato «cambiamento ai vertici delle forze dell’ordine». Per quanto riguarda la politica estera, il capo di Stato ha spiegato che sono in arrivo nomine di «persone con solida esperienza» che avranno il compito soprattutto di implementare la cooperazione economica e di sicurezza con gli Stati Uniti, ma anche con l’Unione Europea, dove il focus rimane proprio il progetto di difesa antimissile di cui si dovrebbe parlare oggi a Parigi. Gli occhi di Zelensky sono puntati anche su Polonia e Ungheria, vicini che potrebbero aiutare Kiev nell’ingresso in Ue, e il Golfo, che il presidente considera una delle aree «più promettenti del mondo». Un vasto programma, insomma. Da eseguire senza che qualcuno lo disturbi.