Di fragilità e sofferenza Ambra Angiolini ne ha spesso parlato, l’ha raccontato in un libro, porta tutto dentro ad ogni intervista, quelle vere e profonde. Sabato 18 luglio alle 12.30 su Sky Arte potremo ancora seguire Ambra Angiolini protagonista della puntata Stories Il programma è inoltre disponibile in qualsiasi momento sulla piattaforma on demand.
L’attrice che incanta con i suoi monologhi mai banali parla delle ferite della vita, è diretta, vera ma per niente catastrofica, quel periodo è superato, oggi Ambra Angiolini aiuta gli altri anche attraverso le sue interviste. “Le ferite della vita non si rimettono a posto: si lasciano così e ci si costruisce sopra, restando sé stessi anche quando si va in pezzi” >>Ambra Angiolini: “sono innamorata e non sono più disponibile a giustificare la cattiveria altrui”
Ambra Angiolini: “Tu non sei le ferite che ti hanno inflitto o quelle che ti sei provocata”
Dei disturbi alimentari di cui ha sofferto a lungo ne ha parlato tanto ma non è mai abbastanza: “Devi capire che il tuo vero modo di esistere non riguarda ciò di cui ti sei ammalata o ciò che ti ha distrutto. Quello è qualcosa che hai superato o che supererai, ma non definisce chi sei. Tu sei altro”.
Tra gli incontri decisivi della carriera di Ambra Angiolini c’è da sempre quello con Ferzan Ozpetek nel film Saturno Contro: “lui mi ha restituito la parte con cui ancora oggi lavoro, quella dell’emotività e della fragilità”. Il regista a cui deve tanto le ha spiegato quanto fosse diversa da ciò che si vedeva e quanto quella diversità, che cercava di combattere, potesse diventare il suo nuovo modo di comunicare.
“Mi sono fidata di lui. Ho fatto questo film per Ferzan. Mi aveva fatto scoprire che andavo bene così”. Perché Ambra ammette: “ho sempre pensato di non essere abbastanza in tutte le cose che ho fatto nella mia vita”.
Gli amori che l’hanno fatta soffrire, il successo arrivato quando era troppo piccola e poi l’amore più grande, quando è nata Jolanda, quando già durante la gravidanza sua figlia ha preso il posto di quella che era una malattia: “Si guarisce quando si ha la sensazione che nessuno ti lascerà sola a causa di questa malattia. È una malattia, e nessuno di noi sceglie di ammalarsi, ma tutti vorremmo guarire”.
E aggiunge: “A un certo punto ho smesso di avere paura del cibo, ho iniziato a cercarlo e poi a fermarmi, a digerire tutto e a dirmi: non succederà niente”.
Più di tutto l’incontro con sua figlia, appena nata: “E’ stato incredibile. Pensavo che la mia pancia non potesse ospitare altro se non del cibo da rimettere”.
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