Parigi, 18 luglio 2026 – In Francia regna ancora l’amarezza dopo la sconfitta in semifinale contro la Spagna, che ha impedito a Deschamps e i suoi di giocarsi la terza finale Mondiale consecutiva. Dopo il 2018, in cui è arrivata la vittoria contro la Croazia, e il 2022, dove, invece, è stata l’Argentina ad avere la meglio ai calci di rigore, la Francia guaderà la finalissima da casa. Ma il suo percorso negli Stati Uniti non è ancora finito: questa notte alle 23, infatti, giocherà la finale 3°/4° posto con l’Inghilterra, una partita che nessuna delle due squadre vuole giocare. “Nessuno di noi vorrebbe giocare questa partita, ma purtroppo non abbiamo scelta. La cosa migliore sia per noi che per gli inglesi sarebbe che questa partita non esistesse”, ha detto Konaté in conferenza stampa. Su questa gara si è espresso anche lo stesso Deschamps, che ha ribadito come la partita vada giocata al meglio per onorare il torneo e rispettare i tifosi. Il commissario tecnico della Francia, inoltre, ha parlato anche di Michael Olise, uno dei più deludenti nella semifinale contro la Spagna.
Fino alla gara di martedì, il giocatore del Bayern Monaco era stato uno dei più positivi di tutta la squadra ed erano in tanti quelli che parlavano anche di un possibile Pallone d’oro, a conclusione di una stagione eccezionale sia con la nazionale che con la maglia dei bavaresi, con la quale ha messo a segno 22 gol e 31 assist in 52 presenze. De La Fuente, però, è riuscito a ingabbiarlo e renderlo un fantasma per tutti i 90 minuti: zero tiri, zero occasioni create e 20 possessi persi. Il giocatore del Bayern Monaco non è stato l’unico insufficiente, ma è stato sicuramente uno dei più criticati, per questo Deschamps è intervenuto in conferenza stampa per difenderlo. “Trovo troppo severe le critiche a Olise – ha detto il ct –. Contro la Spagna non ha giocato al meglio, è vero, ma non è stato l’unico. In ogni caso ci ha dimostrato di essere un giocatore di altissimo livello e se gioca sempre come ha fatto per tutto il resto del Mondiale è destinato a grandi cose. Poi vi assicuro che è una grandissima persona ed è in gamba, mi ricorda Upamecano: ora è un fenomeno, ma anche lui ha avuto bisogno del tempo per adattarsi”.