Bologna, 22 luglio 2026 – “Non voglio dire che qualcuno ha istigato alla violenza, ma se usi certi toni… Spero che chi ricopre cariche istituzionali, prima di convocare una piazza che rischia di sfociare in violenza, ci pensi due volte”. Matteo Salvini ha preso un Frecciarossa da Roma “in perfetto orario” ed è arrivato oggi pomeriggio a Bologna, perché ci teneva a “incontrare e ringraziare i ragazzi che hanno fatto servizio in piazza l’altra sera”, nella notte di guerriglia. “Ci sono mesi di prognosi, fratture, stampelle, fasciature per una violenza veramente inaccettabile e ci tenevo a esserci”, puntualizza il vicepremier e ministro ai Trasporti, salito in Questura accompagnato da Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura, e altri leghisti.
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Una presenza mai inosservata, quella di Salvini a Bologna: fu proprio lui, nel 2020, a sollevare i riflettori sul Pilastro – banlieue bolognese dove è morto Abderrahim Fakir – con la famosa citofonata e quel “Scusi, ma lei spaccia?” che fece scalpore. Il vicepremier ha puntato il dito contro il presidio in piazza convocato dal sindaco Matteo Lepore a 24 ore dalla tragedia. “Chi convoca una piazza deve impegnarsi a garantire che sia pacifica e, in caso di danni, deve pagare tramite una cauzione – insiste Salvini –. Qua a Bologna ci sono state centinaia di migliaia di euro danni: chi paga? A oggi tutti e non è giusto. Non ricordo altri casi di piazze convocate dalla mattina alla sera per chiedere ‘verità e giustizia’: in quella piazza per 10 ore un centinaio di poliziotti ha fronteggiato 3.000 delinquenti”.
“C’è una frangia violenta e minoritaria il cui obiettivo è usare violenza e seminare odio – prosegue Salvini –: può essere la Tav, possono essere i pro Pal, può essere la morte dell’altra sera, può essere Rami a Milano, può essere che ci si alza male la mattina, ma c’è una frangia che odia lo Stato, odia le divise e odia il 99% degli italiani perbene. La gente perbene non ha nulla da temere quando la polizia interviene: ogni morte è una sconfitta, ma aspettiamo le risultanze dell’autopsia senza additare poliziotti, carabinieri e Croce Rossa come colpevoli. Sono più che sicuro che i ragazzi intervenuti tutto volessero fuorché accompagnare una morte e hanno lavorato secondo il protocollo e il buonsenso. L’odio per le divise spero che resti fuori dal contesto politico, perché ogni tanto qualcuno in Parlamento, quando sente parlare di forze dell’ordine, ha un moto di allergia: la politica si divida su tanto, ma il rispetto per chi indossa una divisa è sacro”.
Quanto al caso della mancata autorizzazione ufficiale alla manifestazione, il vicepremier chiosa: “Lascio che siano Questura e Prefettura a valutare, ma quando subentra la violenza qualcuno deve pagare le conseguenze. La Lega aveva sostenuto un provvedimento nell’ultimo decreto Sicurezza che non è passato: se oggi fosse operativo, chi convoca una manifestazione in piazza dovrebbe versare una fideiussione su conto corrente per risarcire eventuali danni”.
Per la senatrice bolognese Sandra Zampa (Pd), tuttavia, “è vergognoso e grave che un ministro finga di non sapere che a Bologna sono andate in scena due manifestazioni, una pacifica e una violenta”.
“Sono colpita dal profondo sentimento antidemocratico che la destra al governo esprime”, chiude Zampa.