Per lui è una questione di istinto. “Quando hai tra le mani qualcosa di bello, devi darlo subito in pasto alla gente” dice Massimiliano Dagani, meglio conosciuto in hit parade come Big Fish, raccontando nello studio di Soundcheck, il format musicale disponibile sul sito web e sui social del nostro giornale, suoni e pulsioni di “Pressing”, nuovo singolo nato dalla collaborazione con Macello ed Enny P, sulle piattaforme da venerdì.
Il suo disco per l’estate…
“Anche se io non tengo molto conto delle dinamiche industriali, credo che per la discografia esistano ancora il pezzo dell’estate e il pezzo di Sanremo; probabilmente, i soli su cui oggi riponga concrete speranze di successo. Anche perché ormai il mercato è legato ai talent, all’estate e a Sanremo”.
Però quando al Festival si ascoltano pezzi con la cassa dritta come quelli di The Kolors o Ditonellapiaga, tanto per fare un paio di nomi, sembra di stare già sotto l’ombrellone
“The Kolors hanno sempre suonato quel tipo di musica, tra l’altro con ottimi risultati. Diciamo, però, che l’esigenza di andare a Sanremo e rimanere in radio fino all’estate può spingere alcuni a fare pezzi un po’ più up”.
“Pressing”. È arrivato prima il titolo o il brano?
“Il brano. La mia etichetta mi aveva consigliato di provare a fare una session con questo rapper emergente, Macello (Giacomo Bosi – ndr). Il risultato del nostro lavoro, però, non era stato quello sperato. Lui aveva comunque con sé alcuni pezzi ancora in fase embrionale che ho ascoltato il giorno successivo, rimanendo particolarmente colpito da ‘Pressing’. Così, utilizzando l’intelligenza artificiale, ho eliminato la base lasciando soltanto la voce, per darle una nuova veste sonora. Il risultato è piaciuto a tutti e, a quel punto, siamo entrati in sala di registrazione, coinvolgendo anche Enny P (la riccionese Penelope Luz Pesaresi – ndr) per affidarle una parte del ritornello”.
Con quale intento?
“Dare un po’ uno shock alla musica trap. Nel senso che la trap gira lenta, a 60-65 bpm. Così mi sono detto: visto che in giro non c’è niente del genere, proviamo a fare un pezzo tech house col rap della trap ed è nata ‘Pressing’. Una cosa un po’ più fresca rispetto a tante cose trap già sentite che incontra i favori dei coetani di Macello ed Enny P”.
“Tutta colpa del pressing se siamo tutti depressi” dice il testo. Soffre la pressione?
“Diciamo che a 54 anni ho imparato a gestirla. Ma, avendo un figlio ventiquattrenne, mi rendo conto di quanta ansia da prestazione vivano oggi i ragazzi. Un’ansia dovuta, almeno in parte, alla continua esposizione mediatica dei social che li porta a sentirsi costantemente giudicati”.
Canzoni dell’estate. Quale l’ha convinta di più?
Trovo carina quella di Fred de Palma. E poi lui è un amico, così come lo è il suo sodale Emis Killa, coprotagonista del brano assieme ad Anitta. Insomma, un bel trio con quella che sarà probabilmente la canzone dell’estate, visto che di altri protagonisti annunciati s’è persa un po’ traccia”.
Progetti?
“Continuo ad un disco tutto mio che sta piano piano sta prendendo forma. Sto pure ampliando la parte ‘didattica’ della mia società. Sono infatti titolare di una academy, chiamata Metodo, per lo sviluppo di nuovi talenti, soprattutto nel campo della produzione”.
Situazione Sottotono?
“I Sottotono sono stati e rimangono una parte della mia vita. Al momento io sto seguendo il mio percorso e Tormento il suo. E sembra che stia andando abbastanza bene ad entrambi. Ma entrambi sappiamo che, quando sentiremo la necessità di tornare a farci sentire, questo accadrà. Secondo me, pubblicare un disco o organizzare un tour solo perché ‘si deve fare’ è un errore. Quando si parte con questo spirito, spesso le cose non funzionano. Quando invece c’è una voglia autentica, cambia tutto: anche se le cose non vanno come speravi, rimane comunque la soddisfazione di aver fatto qualcosa in cui credevi davvero e di essertela goduta fino in fondo”.
Tre canzoni di ieri che per lei sono: estate
“Sicuramente ‘It’s a pity’ di Tanya Stephens con i Seeed. Ma anche ‘Calimba de Luna’ di Tony Esposito e poi un’altra per me irrinunciabile, anche se poi così estiva non è, ‘Home alone’ di R. Kelly con Keith Murray”.
Un progetto da realizzare prima o poi?
“Oltre a quello di andare in pensione il prima possibile, mi piacerebbe lavorare sulla musica italiana di un tempo. Quella di oggi, infatti, ha una fruizione molto veloce e, per tanti ragazzi, a differenza di ciò che rappresentava per la mia generazione, è diventata più un mezzo che un fine. In realtà un progetto di questo tipo ce l’ho già e stanno venendo fuori cose davvero interessanti. Il problema è che ho il vizio di portare avanti più progetti contemporaneamente e questo, alla lunga, rischia di essere dispersivo”.
Un artista con cui sarebbe bello collaborare un giorno?
“Mi piace molto Lucio Corsi. Nella mia lista ci sono anche Lorenzo Jovanotti, che è un amico, e Cesare Cremonini. Fra gli stranieri, metterei tutti quelli che mi piacciono: a cominciare da Jay-Z e Snoop Dogg. Devo dire, però, che ho già avuto la fortuna di lavorare con grandi artisti come Giorgia, della quale sono stato pure manager, ed Elisa. Un sogno? Produrre un brano di Mina”.