Rocco Siffredi: “Io, padre moralista”. E (forse) non è solo un film

Roma, 26 luglio 2026 – Rocco Siffredi è fra i protagonisti del film Blue, della regista esordiente Eleonora Puglia, nelle sale da giovedì, che racconta la vicenda di una ragazza timida e riservata, Luce (Alexia Cozzi), figlia di uno stimato oncologo, che per salvare il fidanzato dai debiti si accosta al mondo dei sex worker online. Lui, Rocco – 62 anni, da una vita il divo italiano più famoso del porno – qui interpreta il ruolo del padre della ragazza che è l’esatto opposto di sé stesso, ovvero un rigoroso moralista: quasi a lanciare, con la sua presenza, una sorta di avvertimento. Ma la realtà è più complessa. E di questo parliamo con Siffredi.

Rocco: che cosa la ha portata a interpretare questo ruolo?

“Credo che in qualche modo sia stata una provocazione, quella di avere il sottoscritto in un ruolo opposto a quello che rappresento solitamente”.

La realtà però, lei dice, è più complessa.

“Il film (vietato ai minori di 14 anni, ndr) mette la protagonista in una situazione che quasi la ‘assolve’ dalla sua scelta. Apre un profilo su questa piattaforma, Blue, che evoca le più celebri piattaforme di porno amatoriale. Ma lo fa per amore. Perché la persona che ama è travolta dai debiti. La realtà però spesso è un’altra: lo si fa per soldi. Perché ci sono ragazze che vogliono solo guadagnare, fare la bella vita”.


Non era anche il suo sogno?

“Io non l’ho fatto per soldi. Avrei pagato io, pur di farlo. Il set del porno è il posto dove mi sento a casa, dove mi sento bene. Ma oggi vedo tante ragazzine, anche quindicenni, che non vedono l’ora di diventare maggiorenni e aprire un profilo Onlyfans. E perché?”.

Secondo lei lo fanno per soldi…

“Esatto. Sui social vedi solo persone che esibiscono la loro ricchezza, il loro successo. E se non hai soldi sei uno sfigato o una sfigata, il nuovo extracomunitario dell’era moderna. Il razzismo moderno è quello del denaro. Mi è capitata una ragazza giovanissima che voleva fare il porno. Mi si è presentato il padre, disperato. Io sono andato a parlare con lei, e lei mi ha detto: vedrai che quando mio padre mi vede passare con la Porsche cambia idea”.

Scusi: ma se una sua ipotetica figlia avesse deciso di lavorare nel porno?

“Non sarei stato felice se lo avesse fatto per emulare il padre o per la fama. La stessa cosa vale assolutamente per i miei due figli maschi”.

Sembra riflettere una visione della società ancora moralista…

“E lo è. La società oggi è più bacchettona di ieri, mentre il mondo del porno spinge molto più verso l’eccesso. Agenzie che spingono verso gli estremi, a esagerazioni di ogni tipo”.

22_3_03_A_1.3.3

Oggi è più immediato entrare nel porno: basta aprire un profilo Onlyfans.

“Bastano tre minuti per entrare. Ma le conseguenze spiacevoli nessuno le spiega. Ci sono ragazze disperate, che vogliono oscurare il loro profilo. Ma i video non li cancelli più. Il problema è che tante ragazze vogliono visibilità e denaro, hanno messo il piede dentro il porno ma non sanno più come venirne fuori”.

L’onnipresenza del porno nel mondo ha creato danni?

“Ha creato modelli impossibili. Nei film porno tutti sono superdotati, le donne hanno forme giunoniche, ma nessuno spiega che la pornografia è fatta di punturati. E il risultato è che i ragazzi si imbottiscono di Viagra, ricorrono alle pilloline per inseguire quei modelli”.

Che cosa ha detto a Borghi, che l’ha interpretata nella serie Supersex su di lei, realizzata nel 2024 per Netflix?

“Gli ho detto: ma possibile che hai interpretato dieci scene di sesso, e non sei mai felice? Che ti hanno scritto nella sceneggiatura? Io, ogni volta che sono su un set porno, sono felice. Capisco, sarebbe diseducativo rappresentare Rocco che si diverte. Ma la verità è che in quel mondo sono felice”.