Peschici (Foggia), 26 luglio 2026 – Il fuoco e la paura, tra i turisti del Gargano. Le fiamme, divampate ieri mattina intorno alle 11 e alimentate dal vento, hanno minacciato spiagge e camping a Peschici (Foggia), paradiso delle vacanze che ha rivissuto l’incubo del 2007, era il 24 luglio quando i roghi provocarono tre vittime.
Ieri molti bagnanti si sono allontanati via mare su imbarcazioni della Guardia Costiera. I roghi ma anche il fumo hanno convinto altri a lasciare le strutture con mezzi autonomi o bus. Alle 21, quando i canadair finiscono il loro lavoro, il sindaco Luigi d’Arenzo deve decidere se evacuare un condominio. Cosa che poi non sarà necessaria. Un’ora più tardi dichiara: “I 200 che si erano allontanati sono rientrati. A Vieste nelle scuole? In 60.
Il sindaco di Peschici: “Roghi dolosi”
Alle 19, rispondendo al telefono dal fronte del fuoco – ancora attivo a Gusmai -, il primo cittadino confida una convinzione: “Sono trent’anni che vedo incendi e aiuto a spegnerli. Quelli di oggi non sono per autocombustione. Ci provano ogni estate. L’obiettivo? Non esiste, anche perché sono aree impervie. Qui si vuole solo far danni al nostro turismo”. Poi ringrazia i soccorsi, assieme alla Guardia costiera hanno operato “4 canadair, due elicotteri e 30 squadre da terra”. Ridimensiona però i numeri della grande paura, “le strutture non sono state danneggiate. Non è stato come l’altra volta, nel 2007. Io c’ero anche allora”.
La macchina dei soccorsi
Ma in che tempi hanno operato i canadair? La Protezione civile fa sapere che la richiesta – partita come prevede la prassi dalla Regione Puglia – è arrivata alle 12.30. Il primo dei 4 mezzi era già in volo quando è stato dirottato su Peschici, due minuti più tardi. Alle 13.45 era sul posto, ‘armato’, dunque già con il rifornimento di acqua, pronto a entrare in azione. Gli altri tre sono arrivati a distanza di 10 minuti-un quarto d’ora l’uno dall’altro. Alle 18:30 uno era fermo a Foggia per maltempo. Il primo mezzo di soccorso a intervenire sugli incendi è stato un elicottero dei vigili del fuoco, alle 13.30. Alle 21 sono ancora in azione anche 4 squadre delle Giacche Verdi. Un volontario al telefono stima: centinaia di ettari andati in fumo, soprattutto di pineta. Il fuoco lambisce la Statale 89, verso Vieste.
La flotta nazionale
Ma perché all’aeroporto di Foggia non c’è un canadair? Dalla Protezione Civile fanno notare che non basta il mezzo, servono obbligatoriamente gli equipaggi di sostituzione. Per questo la soluzione non è praticabile. La flotta nazionale – la più grande d’Europa – comprende 15 aerei, 9 elicotteri della Difesa e 4 Erickson S-64. Quelli che vorrebbe d’Arenzo, “li abbiamo chiesti moltissime volte, garantiscono lanci molto più precisi dei canadair”.
“Sindaci lasciati soli”
“Da anni sollecitiamo che sia attrezzato l’aeroporto di Foggia, i sindaci sono lasciati soli”, denuncia al telefono Rocco Di Brina, primo cittadino di Carpino, a pochi chilometri da Peschici, presidente della Comunità Parco Nazionale del Gargano. Rimarcando: “Questo è un grido di dolore. Di fronte a certi fenomeni è arrivato il momento che tutti gli organi preposti facciano un piano di prevenzione. A chi mi riferisco? A chi ha competenze sulla prevenzione degli incendi. Perché la storia purtroppo si ripete drammaticamente da un anno all’altro. Restano la tristezza e l’amarezza degli amministratori. Perché il Gargano continua ad essere preda di questi gesti scellerati e vili”.