Il virus West Nile continua a preoccupare gli esperti sanitari per la sua diffusione legata alla presenza di zanzare infette. In alcune zone italiane la circolazione del virus ha portato al rafforzamento dei controlli sulle donazioni di sangue, con misure preventive per evitare il rischio di trasmissione attraverso le trasfusioni.
La malattia viene trasmessa principalmente dalla puntura della zanzara del genere Culex, che può infettarsi dopo aver punto uccelli portatori del virus e successivamente trasmetterlo all’uomo. Nella maggior parte dei casi l’infezione non provoca sintomi, ma in alcune persone può causare febbre e, nei casi più gravi, complicazioni neurologiche.
Controlli più rigidi sul sangue
Per contrastare il rischio di contagio, il sistema sanitario ha attivato procedure di sorveglianza dedicate, soprattutto nelle aree dove viene rilevata la presenza del virus nelle zanzare o vengono segnalati casi umani. Tra le misure previste rientrano test specifici sui donatori di sangue nelle zone considerate a rischio.
L’obiettivo è garantire la sicurezza delle trasfusioni senza interrompere la raccolta necessaria per gli ospedali. I controlli permettono infatti di individuare eventuali infezioni anche in persone che non presentano sintomi evidenti.
Un virus ormai presente anche in Italia
Il West Nile Virus è ormai considerato un fenomeno ricorrente anche nel nostro Paese, con una maggiore circolazione durante i mesi più caldi, quando aumenta la presenza delle zanzare. Gli esperti ricordano che il contagio tra persone non avviene normalmente e che il principale veicolo resta la puntura dell’insetto infetto.
Le autorità sanitarie invitano quindi a mantenere alta l’attenzione, soprattutto nelle aree dove sono stati registrati focolai, attraverso la prevenzione delle punture e il monitoraggio costante della diffusione del virus.
L’articolo West Nile Virus, allarme sangue: le zanzare infette bloccano le donazioni in alcune aree proviene da Blitz quotidiano.