L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia non colpisce soltanto le persone, ma trasforma anche le città in vere e proprie isole di calore. A Torino l’asfalto ha raggiunto temperature impressionanti, arrivando a una media di 52 gradi e toccando un picco di 62,7 gradi nelle ore più calde della giornata.
I dati arrivano dalla campagna “Che caldo che fa, contro la cooling poverty: città + fresche, città + giuste”, realizzata da Legambiente insieme alla Croce Rossa Italiana e al partner tecnico Rse. Il monitoraggio ha coinvolto sei città italiane, tra cui Torino, Roma, Milano, Napoli, Bari e Terni, evidenziando come molte infrastrutture urbane siano esposte direttamente al sole.
Ancora più elevati i valori registrati sulle superfici in gomma: la temperatura media ha raggiunto circa 66 gradi, mentre sotto gli scivoli del parco giochi del Giardino Giuseppe Saragat di Torino il termometro ha segnato addirittura 75,6 gradi.
Cemento e asfalto amplificano il caldo nelle città
L’aumento delle temperature rende sempre più evidente il problema delle città ricoperte da cemento e asfalto, materiali che assorbono il calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente anche durante la notte. Questo fenomeno contribuisce alla formazione delle cosiddette isole di calore urbane, aumentando il disagio soprattutto nelle zone più densamente costruite.
Secondo Legambiente, negli ultimi undici anni, tra il 2015 e il 2025, l’effetto del caldo estremo si è anticipato già a giugno, con un aumento dei quartieri dove la temperatura media della superficie durante il giorno raggiunge valori compresi tra 41 e 45 gradi.
Milano risulta tra le città maggiormente colpite, mentre anche Roma continua a registrare livelli di allerta elevati, con alcuni quartieri dove la temperatura superficiale arriva tra 46 e 50 gradi.
La richiesta: meno asfalto e più verde nelle città
La nuova emergenza climatica spinge gli esperti a chiedere un cambiamento nel modo in cui vengono progettati gli spazi urbani. Per Legambiente è necessario intervenire soprattutto nelle periferie e nelle aree dove vivono le persone più vulnerabili, aumentando alberature, aree verdi e zone d’ombra.
L’associazione sottolinea la necessità di accelerare l’attuazione del Pnacc, il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, e di ripensare le città per affrontare temperature sempre più elevate.
“In città servono più spazi verdi e alberature, meno asfalto e più rifugi climatici”, è l’appello lanciato da Legambiente, mentre l’Italia continua a fare i conti con una nuova fase di caldo intenso destinata a proseguire ancora per diversi giorni.
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