L’Eredità Summer è un tentativo per cercare di mettere pressione a La Ruota della Fortuna. Battere Mediaset sul suo stesso terreno non è semplice, ma neppure impossibile. Come ha dimostrato, nel corso dell’autunno e buona parte dell’inverno, Affari Tuoi che è partito leggermente indietro per poi arrivare a superare (non sempre, ma abbastanza spesso) la concorrenza. L’access prime time, dunque, ha smesso di essere a senso unico – come ai tempi recenti di Striscia La Notizia contro Affari Tuoi targato Amadeus – tornando a essere competitivo.
C’è chi addirittura ha paragonato il confronto Scotti-De Martino alla disputa tennistica Sinner-Alcaraz, proseguendo in tal senso potremmo dire che i set non sono ancora finiti. Quindi, durante la pausa estiva del gioco dei pacchi, Viale Mazzini sperimenta: se vanno i giochi, allora tanto vale proseguire sulla stessa lunghezza d’onda. Fuori TecheTecheTe, dentro L’Eredità Summer.
Addio a TecheTecheTe
La decisione dell’azienda, comunicata a fine aprile per il palinsesto estivo, è sembrata un azzardo. Al punto che persino Fiorello, ironicamente, durante la sua trasmissione radiofonica su Radio2, si era detto amareggiato. Il suo disappunto, mostrato in maniera divertente e ficcante, era quello di tanti ascoltatori che in TecheTecheTe si identificavano: l’estate è fatta per rivedere cartoline e crogiolarsi nei ricordi. Il programma riproponeva i momenti cult della televisione fra passato, presente e futuro come se fossero cartoline in grado di non ingiallire mai.
L’effetto, tra avanguardia e operazione nostalgia, piaceva ai telespettatori: i veterani potevano rivedere momenti iconici che hanno caratterizzato le loro giornate, mentre i più giovani potevano capire (anche soltanto attraverso clip di un momento) com’era la tv di un tempo non ancora lontano e cosa ha in comune con certi formati odierni. Insomma era tutto un grande calderone con una narrazione omogenea che sapeva toccare le corde del cuore.
L’Eredità Summer sfida La Ruota della Fortuna
Questo bagaglio di esperienze e narrazioni è stato idealmente messo in soffitta, ma non accantonato del tutto. Al suo posto c’è L’Eredità Summer. Il gioco condotto da Marco Liorni, con la collaborazione delle cosiddette professoresse, è una specie di cruciverba a più fasi. Si gioca con le parole e il loro senso, molto simile per sviluppo a La Ruota della Fortuna: alla fine, però, c’è la “ghigliottina” anziché la “Ruota delle Meraviglie”. La materia è la stessa, ma l’evoluzione cambia. Infatti sono due formati dalle identità forti. In questo momento sta vincendo, sul piano numerico, La Ruota della Fortuna: il motivo è semplice.

Il gioco di Cologno Monzese, nello slot access prime time, c’è da più tempo e ha dato modo al pubblico di affezionarsi maggiormente. Anche grazie all’abilità di conduzione di Gerry Scotti e Samira Lui. L’Eredità, in versione estiva, trova la strada in salita perchè è un gioco e un programma concepito prevalentemente per il tardo pomeriggio. In quel contesto rende benissimo, perchè c’è anche un’altra fascia di pubblico sintonizzata davanti alla televisione.
Il passaggio in Access Prime Time
Cambiare vuol dire anche adeguarsi e cominciare una rivoluzione, anche in televisione, richiede tempo: un cambiamento ha bisogno di essere metabolizzato e digerito. In questa fase di assestamento ci sono passati tutti, persino i programmi più noti. La stessa Ruota della Fortuna prima era nel tardo pomeriggio e successivamente è passata in access prime time. Ci è voluto un anno per stabilire l’attuale supremazia televisiva. 365 giorni di prove, esperimenti e capacità.

Liorni in molto meno tempo sta avendo risultati più che incoraggianti. Infatti il presentatore si è preso la sua rivincita perchè il gioco arranca rispetto alla concorrenza di Cologno Monzese, ma cresce giorno dopo giorno. Recentemente è arrivato a toccare il 17,1% di Share, battendo idealmente TecheTecheTe. Il format nell’ultima edizione aveva raggiunto – in media – il 16,9% di Share. Ben lontano dai fasti del 2022 quando arrivava addirittura a toccare quota 19,1%.
Liorni e i fantasmi del passato (recente)
Ora il programma targato Liorni ha quantomeno pareggiato i conti con il passato (recente) della Rai. E non è poco per un professionista che ha dimostrato di avere disponibilità e duttilità: non capita tutti i giorni di essere spostato in palinsesto come una pedina con aspettative più alte delle certezze.
Liorni ce l’ha fatta: ha dimostrato, ancora una volta, che il lavoro paga e se la distanza da Cologno Monzese è ancora netta è per questioni di tempo. L’Eredità in questa nuova collocazione funziona, ma servirebbe più margine di sperimentazione. Il gioco a premi deve lasciare il posto ad Affari Tuoi, che torna a settembre, quindi la strada percorsa fin qui dal titolo che originariamente era in preserale è destinata a restare “incompiuta”. In tutti i casi Liorni (e la sua equipe di lavoro) ce l’hanno messa tutta e si vede.
Operazione nostalgia
TecheTecheTe, dunque, è da archiviare definitivamente? La risposta è no. L’operazione nostalgia, sulla generalista, funziona e non lo scopriamo soltanto con il programma dedicato alle teche Rai. Sul Servizio Pubblico le riproposizioni funzionano sempre: è sufficiente fermarsi a guardare il successo ritrovato di contenuti come la serie tv “Capri” o L’Ispettore Coliandro. Questo perchè, in alcuni momenti dell’anno, il pubblico vuole essere rassicurato da grandi classici del passato.

Questo discorso non vale solo per la Rai: anche a Mediaset, le repliche di Ciao Darwin stanno andando benissimo. Per citare un titolo noto che ha fatto la storia dell’azienda di Cologno Monzese. L’operazione nostalgia va bene e fa bene, motivo per cui accantonarla è sbagliato esattamente come crogiolarcisi troppo. Ecco perché la Rai, Mediaset lo sta già facendo con risultati utili, deve capire come conservare tutto questo repertorio.
TecheGram: un’opportunità da sfruttare
Non bastano solo gli speciali (doverosi) su Pippo Baudo ad alimentare l’Amarcord del pubblico: ci vuole qualcosa di dedicato. Come ad esempio è stato, nel passato recente, TecheGram: il formato condotto da Fabrizio Biggio che ha avuto un grande successo su RaiPlay e sulle reti Rai quando è stato trasmesso. Riproporre il materiale delle teche Rai con un pizzico di modernità e tanti ospiti potrebbe essere la chiave giusta. La possibilità di vedere una seconda stagione del programma, come ha raccontato Biggio a TvBlog, è concreta.
Liorni è riuscito a “tenere alto” l’access prime time senza far rimpiangere troppo il gioco dei pacchi, ma sottovalutare il potenziale del ricordo – anche in televisione – è una leggerezza che nessuno può permettersi. Ecco perché il materiale di TecheTecheTe non può andare perduto e Biggio, con i suoi collaboratori, farebbe bene a cominciare a rispolverare gli archivi. La Rai è (anche) storia e sottovalutarla sarebbe un errore. Non solo dal punto di vista degli ascolti.