UEFA, CONCACAF e AFC contro la FIFA: duro comunicato sulla gestione del presidente Gianni Infantino. Il contenuto della lettera congiunta
Si apre un nuovo e durissimo fronte all’interno del calcio mondiale. UEFA, CONCACAF e AFC hanno pubblicato una lettera congiunta nella quale contestano apertamente la gestione della FIFA e del suo presidente Gianni Infantino, concentrandosi in particolare sulla recente proposta relativa alla possibile vendita di una quota della Coppa del Mondo.
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Le tre Confederazioni parlano di una questione che va ben oltre gli aspetti economici e chiamano direttamente in causa governance, trasparenza e fiducia nei vertici del calcio mondiale.
L’attacco alla leadership della FIFA
Il comunicato parte da un principio preciso: il calcio non può appartenere a una singola persona o istituzione.
«Il calcio è la più grande passione condivisa al mondo. Non appartiene a nessun individuo né a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, alle federazioni affiliate e a ogni istituzione incaricata di salvaguardarne il futuro».
UEFA, CONCACAF e AFC riconoscono i progressi compiuti negli ultimi anni, dall’espansione delle competizioni all’assegnazione dei Mondiali 2030 e 2034, ma sottolineano come questi risultati siano frutto di un lavoro collettivo.
Il passaggio più duro riguarda però direttamente il concetto di leadership.
«Quando la fiducia viene tradita con l’inganno, quando un individuo si pone al di sopra della collettività che gli ha affidato un’autorità, quel dovere viene meno».
Il piano sui Mondiali al centro dello scontro
Secondo le tre Confederazioni, il problema principale riguarda le modalità con cui sarebbe stata presentata la proposta relativa alla cessione di una quota della Coppa del Mondo.
La FIFA avrebbe riconosciuto errori nel processo, classificandoli come problemi di comunicazione. Una ricostruzione che viene però respinta con decisione.
«Una proposta avanzata in tempi ristretti, senza un’adeguata consultazione e presentata entro una scadenza che impediva alle federazioni affiliate di esaminarne correttamente i termini, non è frutto di una svista, bensì di una strategia volta a limitare il controllo».
Per UEFA, CONCACAF e AFC, dunque, non si sarebbe trattato soltanto di un errore procedurale, ma di una questione sostanziale.
«Non si riconosce ancora che il tentativo di vendere una quota della Coppa del Mondo FIFA sia stato un grave errore di valutazione, non solo un errore procedurale, ma una fondamentale violazione della fiducia nei confronti delle stesse istituzioni che la FIFA dovrebbe tutelare».
Richiesta un’indagine indipendente
Altro punto centrale riguarda l’indagine interna annunciata dalla FIFA. Le Confederazioni ritengono insufficiente che sia la stessa amministrazione mondiale a ricostruire quanto accaduto.
Secondo il comunicato, una vicenda di tale portata dovrebbe essere affidata a una terza parte completamente indipendente, senza coinvolgere dirigenti, dipendenti FIFA o altri soggetti direttamente collegati al sistema.
«L’amministrazione FIFA non dovrebbe avere alcun ruolo nello svolgimento dell’indagine».
Viene inoltre chiesto che tutti i documenti e le registrazioni legati alla vicenda vengano conservati.
Nel mirino anche il vertice in Marocco
Nel documento viene contestata anche la recente riunione dei vertici FIFA in Marocco, alla quale, secondo quanto ricostruito dalle Confederazioni, avrebbe partecipato un solo funzionario eletto, senza il coinvolgimento dei membri del Consiglio FIFA e delle federazioni affiliate.
Una modalità che viene interpretata come ulteriore segnale di distanza rispetto ai principi di trasparenza e collegialità.
«C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza».
Il messaggio finale a Infantino
La lettera porta le firme, tra gli altri, dei presidenti Aleksander Čeferin, Victor Montagliani e Salman bin Ibrahim Al Khalifa, oltre a quelle dei rispettivi segretari generali.
La conclusione sintetizza il senso politico dello scontro aperto con la FIFA e con Infantino:
«La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che quest’unità venga onorata ora, con una leadership che sia al servizio del calcio, non che cerchi di dominarlo».
Uno scontro istituzionale di portata enorme, che porta così allo scoperto una frattura profonda tra una parte delle principali Confederazioni mondiali e la leadership della FIFA.