“I venti non cambiano. Se l’Etna torna a buttare fuori cenere l’aeroporto di Catania richiude fino a martedì”

Roma, 15 agosto 2026 – I vulcanologi hanno definito ‘tempesta perfetta’ la combinazione di: emissione di cenere dall’Etna, direzione dei venti e periodo clou delle partenze, che in questi giorni hanno mandato in tilt l’aeroporto di Catania. Una situazione che potrebbe essere tramontata – ma il condizionale è d’obbligo – per l’allentamento di uno dei tre elementi chiave: l’emissione di cenere che stamattina, come da bollettino dell’Ingv, è debole e confinata all’area sommitale del vulcano. La notizia che tutti aspettavano per poter programmare la ripresa dell’operatività dello scalo, tanto che Sac, la società di gestione dell’aeroporto etneo, ha ipotizzato la riapertura già dalle 14 di oggi, giorno di Ferragosto, un’ora prima rispetto alle previsioni di ieri. Una riapertura che resta legata alla perdurante riduzione dell’emissione di cenere, perché – avverte Edoardo Ferrara, meteorologo di 3BMeteo – sul fronte dei venti la situazione resta critica almeno fino a martedì 18 agosto.

Perché ritiene che la situazione all’aeroporto di Catania potrebbe restare critica fino al 18 agosto?

“Basta guardare la mappa dei venti per rendersene conto. Per tutto il weekend, fino a lunedì 17 agosto compreso, i venti sulla Sicilia soffiano tendenzialmente da nordovest verso sud, quindi dall’Etna verso Catania. Se l’emissione di cenere dovesse riprendere con intensità e mantenersi consistente come nei giorni scorsi, si potrebbe addirittura pensare che la riapertura dello scalo non avverrà prima del pomeriggio di martedì 18 agosto”.


La direzione dei venti ha giocato un ruolo cruciale nella chiusura di Fontanarossa, e per alcune ore di Comiso nei giorni scorsi. Cosa dobbiamo aspettarci adesso?

“Più che aspettarsi qualcosa dobbiamo sperare che l’attività vulcanica si riduca al punto da ridurre o meglio far cessare l’emissione di cenere. In questo modo soltanto potrebbero ripartire i voli da Fontanarossa. Le mappe dei venti parlano chiaro: fino a martedì mattina dovrebbe perdurare la situazione attuale con la prima parte della giornata caratterizzata da questa ventilazione da nordovest verso sud. Solo tra martedì pomeriggio e l’inizio mercoledì i venti potrebbero cambiare regime e soffiare da ovest verso est consentendo una dispersione dell’eventuale cenere vulcanica verso direzioni differenti”.

Quanto sono attendibili queste mappe dei venti? 

“Molto, perché le previsioni riguardanti i venti in quota hanno una buona attendibilità fino a 3-4 giorni. Al suolo possono prevalere le brezze termiche, che hanno una ventilazione diversa, ma il trasporto della cenere emessa dal cratere segue la ventilazione in quota e non quella al suolo. Nei prossimi giorni, poi, si prevede una ventilazione a tratti sostenuta.  Inoltre, data l’attuale situazione meteo, ci troviamo nel bordo dell’anticiclone e questo rafforza ulteriormente l’attendibilità delle previsioni fino a tre giorni”.

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I vulcanologi hanno parlato di ‘tempesta perfetta’ per definire l’inusuale coincidenza di tre fattori: la direzione dei venti, il fenomeno eruttivo e il periodo dell’anno più congestionato per lo scalo etneo. È così?

“La definizione è azzeccata. Ma dirò di più. Se in questi giorni, fronte meteo, fossimo stati alle prese con un vortice di bassa pressione che può cambiare repentinamente il campo dei venti l’attendibilità delle mappe sulla direzione dei venti sarebbe stata più opinabile. Ma con l’attuale situazione meteo mi sento di dire che i venti non cambieranno direzione fino almeno a martedì mattina e se l’attività eruttiva dell’Etna non si normalizza non ci sarà verso di partire da Catania”.