Caso Al-Fayed, la polizia diffonde per errore gli indirizzi e-mail di 140 donne che accusarono di stupro il padre di Dodi

Londra, 15 agosto 2026 – Gli indirizzi e-mail di 140 donne vittime di presunti abusi sessuali da parte di Mohamed Al-Fayed sono stati diffusi per errore dalla polizia londinese. La gravissima violazione dei dati appartenenti a donne che avevano denunciato il defunto proprietario di Harrods, morto a 94 anni nel 2023, si è verificata martedì scorso: le mail sono state accidentalmente condivise con i destinatari di una lista di distribuzione contenente vittime e altre persone.

È successo l’11 agosto, quando la Metropolitan Police di Londra ha inviato un aggiornamento mensile alle vittime, omettendo di nascondere – o di inserire in copia conoscenza nascosta – gli indirizzi email dei destinatari, rendendoli visibili agli altri presenti nella lista. La polizia si è scusata. 

Secondo la BBC News, circa 140 donne sono state colpite dall’errore, e i media britannici hanno riportato che l’autorità garante per la protezione dei dati del Regno Unito è stata informata della violazione. “A causa di un errore umano, gli indirizzi email dei destinatari erano visibili agli altri presenti nella lista di distribuzione”, ha dichiarato la polizia londinese in un comunicato.

Aperta un’indagine interna

“Il problema è stato identificato rapidamente e sono stati presi provvedimenti immediati“, ha aggiunto la Metropolitan Police, precisando che le persone colpite sono state contattate “direttamente il giorno stesso dell’incidente”. E ancora. “Comprendiamo l’impatto che questo potrebbe avere sulle vittime e ci scusiamo sinceramente“, ha dichiarato la polizia.

“L’incidente è oggetto di indagine prioritaria e stiamo rivedendo le nostre procedure per contribuire a prevenire che una violazione simile si ripeta”.

Centinaia di denunce per stupro, sfruttamento sessuale e tratta di esseri umani contro Al-Fayed

Ad oggi, circa 157 vittime hanno denunciato alla polizia presunti casi di violenza sessuale, stupro, sfruttamento sessuale e tratta di esseri umani in relazione ad Al-Fayed, deceduto all’età di 94 anni nel 2023. Il defunto magnate egiziano acquistò Harrods nel 1985, dopo aver rilevato l’hotel Ritz di Parigi. Diverse denunce furono presentate contro di lui prima della sua morte, ma nessuna portò a un procedimento penale.

Circa 259 vittime hanno inoltre richiesto un risarcimento nell’ambito di un programma di indennizzo avviato da Harrods lo scorso anno, dopo che un numero crescente di ex dipendenti si era fatto avanti per presentare denunce contro Al-Fayed in seguito a un documentario della BBC del 2024. La polizia metropolitana ha finora interrogato sei persone sospettate di aver agevolato i reati di Fayed, ma non ha ancora effettuato alcun arresto.

Il documentario della Bbc

Newl 2024, un documentario della Bbc aveva portato sotto i riflettori la storia dei presunti abusi sessuali da parte di Mohamed Al-Fayed, ex proprietario di Harrods, morto a Londra nell’agosto del 2023 all’età di 94 anni. Il magnate – padre del famoso Dodi, morto insieme a Lady D. nel tragico incidente nella galleria sotto il Ponte de l’Alma, a Parigi – è stato  accusato di aver molestato circa 20 dipendenti e di averne stuprate cinque negli anni in cui lavorava nel quartier generale dei lussuosi grandi magazzini di Knightsbridge a Londra. Diverse donne avevano raccontato davanti alle telecamere dell’emittente britannica le terribili storie di violenza, soprusi e terrore. A spingerle a parlare dopo anni di silenzio, sarebbe stato il ritratto “buonista” di Al-Fayed tratteggiato dalla serie tv ‘The Crown’, lo sceneggiato di Netflix sulla vita della Royal Family. 

Le testimonianze

Secondo quanto emerso dal docufilm della Bbc, l’imprenditore egiziano avrebbe avuto l’abitudine di scegliere le vittime tra le commesse che lavoravano ai piani del grande magazzino. Le prescelte cambiavano mansione e venivano spostate a lavorare nel suo ufficio personale. Ma, prima di prendere servizio – come ha raccontato una delle vittime alla  Bbc – venivano sottoposte ad approfondite visite ginecologiche ed esami del sangue.

“Avevo 24 anni, non ho trovato il coraggio di oppormi – ha ricordato Gemma, una delle donne che hanno denunciato il magnate egiziano  cominciava con apprezzamenti verbali, poi allungava le mani, poi ti diceva che avresti dovuto essere più gentile”. Non solo. “A volte quando arrivavo in camera non c’era più la chiave, Al Fayed l’aveva fatta rimuovere per assicurarsi di riuscire ad entrare facilmente”.

Secondo il racconto della ragazza, Gemma fu stuprata la prima volta a Villa Windsor, a Parigi. Al Fayed si presentò “con addosso solo una vestaglia di seta e in mano un barattolo di vaselina”. Dopo il presunto stupro, il magnate l’avrebbe perfino obblifata a lavarsi con un disinfettante, per eliminare le tracce degli abusi. “Era chiaro che non voleva che ci fosse alcuna traccia ci ciò che aveva fatto”, ha aggiunto la vittima.