Una giornata per rendere omaggio al conduttore che più di tutti ha legato il suo nome alla storia del varietà italiano, del Festival di Sanremo e della televisione popolare del Paese.
Lo speciale di Rai1: i mille volti di Baudo tra Sanremo, sketch e grandi ospiti
In prima serata su Rai1 andrà in onda “Stasera… Pippo Baudo”, uno speciale pensato come un viaggio dentro l’archivio televisivo del conduttore siciliano. Ci saranno i momenti di spettacolo, le interviste, le improvvisazioni, le pagine rimaste nella memoria del pubblico.
Tornerà il Baudo cantante, pianista, ballerino, autore, attore di sketch e intervistatore: non solo il presentatore, dunque, ma l’uomo di scena che per decenni è entrato nelle case degli italiani con naturalezza e mestiere.
Nel racconto sfileranno anche nomi che hanno attraversato con lui epoche diverse della tv: Raffaella Carrà, Robert De Niro, Massimo Troisi, Fiorello, Marcello Mastroianni, Mel Brooks, Mina, Alberto Sordi. Volti diversissimi, per stile e generazione, tenuti insieme da un’idea precisa di televisione: musica, cinema, comicità e racconto nazionale nello stesso spazio.
Chi ha lavorato con Baudo ha ricordato spesso la sua attenzione quasi artigianale per scalette, tempi e ospiti. “Voleva sapere tutto, anche il dettaglio che sembrava minore”, hanno raccontato più volte collaboratori e autori.
Blob e Rai Storia: la giornata del ricordo tra repertori, interviste e Canzonissima
L’omaggio non si fermerà alla prima serata. Su Rai3, sempre domenica 16 agosto, Blob dedicherà a Baudo una puntata speciale dal titolo “Superpippo”. Un montaggio per ripercorrere la sua carriera andando oltre il solo recinto di Sanremo.
Il repertorio dovrebbe riportare in primo piano anche il lato più imprevedibile del conduttore: battute, incidenti di percorso, duetti, passaggi in cui la diretta diventava materia viva.
Rai Cultura, invece, proporrà su Rai Storia una giornata interamente dedicata. Si comincia alle 11.45 con “Domenica con Pippo Baudo – Vittorio Gassman a Canzonissima ’72”, in cui Baudo introduce e commenta la sua prima conduzione di Canzonissima accanto a Loretta Goggi, con l’incontro con Gassman al centro della puntata. Alle 13.00 tornerà materiale da “Ieri e oggi 1973 – Pippo Baudo, Renzo Palmer”, con Baudo e Palmer ospiti di Arnoldo Foà: tra le immagini previste, il debutto da presentatore nel 1965, “Sabato sera” del 1967, “Canzonissima 1972” e lo sceneggiato “La freccia d’oro” del 1971. Chiusura alle 19.15 con “Visioni private – Pippo Baudo”, l’intervista di Cinzia Tani al conduttore sulla sua lunga carriera.
Da Sharon Stone a Benigni: gli incontri simbolo di una carriera televisiva
Tra i frammenti più attesi dello speciale di Rai1 ci sono quelli dedicati al rapporto di Baudo con gli ospiti. Presenze che, con lui, spesso diventavano veri momenti di spettacolo.
Rivedremo il ballo con Sharon Stone sul palco di Sanremo, gli “agguati” televisivi di Roberto Benigni, la lezione di spaccata con Heather Parisi e lo scambio con Loretta Goggi, con quella frase rimasta impressa: “Ma che ti commuovi a fare? Ma lo sai che alla fine tutto quanto finisce in musica?”.
Sono immagini che raccontano bene il metodo di Pippo Baudo: preparazione, controllo della scena, ma anche voglia di lasciarsi sorprendere. Con Benigni il gioco era spesso sul filo tra conduzione e irruzione comica; con le star internazionali, invece, Baudo cercava una misura più italiana, più vicina, meno distante. Funzionava perché conosceva i tempi. E perché non aveva paura di mettersi in gioco: cantare, ballare, stare allo scherzo, diventare persino bersaglio della battuta. In un’epoca in cui il varietà era ancora il cuore del palinsesto, questa capacità faceva la differenza.
L’eredità di Superpippo: la richiesta di una tv “più intelligente e variegata”
Nell’intervista riproposta da Rai Storia, Baudo racconta anche il suo primo incontro con la televisione: vista in un bar a Catania, poi arrivata in casa durante un Festival di Sanremo. La vocazione, spiegava, nacque guardando le compagnie teatrali che passavano dal suo paese con testi sacri e varietà. Ne rimase “folgorato”. Da lì il viaggio verso Roma, verso gli studi di via Teulada, che immaginava quasi come un luogo mitico dello spettacolo, “Boulevard Sunset”, diceva con ironia.
Nel racconto tornano il provino con Luciano Rispoli, l’incontro con Lino Procacci e Antonello Falqui, la domanda diretta — “Che cosa può fare?” — e la risposta di Baudo: “Tutto. Presento, suono il pianoforte, canticchio”. Tre giorni dopo arrivò la chiamata.
La carriera avrebbe poi attraversato Domenica in, Canzonissima, l’arrivo del colore, le tensioni sul palco di Sanremo, compreso l’episodio dei meccanici dell’Italsider, e i rapporti con comici come Beppe Grillo e lo stesso Benigni. Resta, nella chiusura dell’intervista, una frase che oggi suona come un testamento professionale: il desiderio di una tv “più intelligente, più variegata”. Non una nostalgia di maniera, ma una richiesta netta: guardare il pubblico senza abbassare lo sguardo.