Gianni Petrucci promuove le prime decisioni della nuova FIGC: sostegno a Malagò e Mancini, poi il giudizio sul caso Maldini e sulla scelta di Diana Bianchedi
Gianni Petrucci si schiera apertamente a favore del nuovo corso della FIGC. L’ex presidente del CONI, intervistato dal QS, ha analizzato le prime decisioni prese dal presidente federale Giovanni Malagò, soffermandosi in particolare sul ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale, sulla vicenda che ha coinvolto Paolo Maldini e sulla scelta di Diana Bianchedi come capo delegazione dell’Italia.
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Petrucci difende Malagò e la scelta di Mancini
Secondo Petrucci, una volta affidata la guida della Federazione a Malagò è necessario riconoscergli piena autonomia nelle decisioni strategiche, compresa quella relativa al commissario tecnico.
LA SCELTA DI MANCINI – «Io sono d’accordo con la scelta di Mancini, che diritto hanno i club di dire se sono d’accordo o no? Se eleggi Malagò devi accettare le scelte di Malagò».
L’ex numero uno del CONI si è espresso anche sulla separazione tra la FIGC e Paolo Maldini, senza considerare quanto accaduto come un errore del nuovo presidente.
IL CASO MALDINI – «Malagò ha ritenuto in quel momento che con lui potesse esserci un dialogo diverso, così non è stato, ma questi non sono errori».
Petrucci difende Mancini dalle critiche
Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina azzurra ha generato discussioni anche per le modalità con cui si era conclusa la sua precedente esperienza. Petrucci, però, respinge le critiche rivolte al tecnico e sottolinea soprattutto i risultati ottenuti in passato con l’Italia.
LE CRITICHE A MANCINI – «Tutti bravi a dire che ha tradito per i soldi: lui ha vinto, gli altri no, allora va bene».
Bianchedi e il ruolo del CONI
Nell’intervista c’è spazio anche per la nomina di Diana Bianchedi come capo delegazione della Nazionale. Petrucci ritiene che sulla compatibilità del nuovo incarico con il ruolo ricoperto dalla dirigente all’interno del CONI debba essere il presidente Buonfiglio ad avere l’ultima parola.
L’ex dirigente sportivo ha infine affrontato anche il tema della mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale, difendendo l’operato dell’ex presidente federale Gabriele Gravina e richiamando una celebre frase di Francesco De Gregori.
LA DIFESA DI GRAVINA – «Non si giudica neanche un presidente (Gravina, ndr), da un calcio di rigore. Non lo ha sbagliato lui».
Petrucci manda dunque un messaggio chiaro: il nuovo corso della FIGC deve essere giudicato attraverso il lavoro e i risultati, lasciando a Malagò la possibilità di portare avanti le proprie scelte.