Chi è Marco Ratto, orefice di Rapallo disperso nell’alluvione in Tibet e Nepal. “Si è allenato per questo viaggio in solitaria”

Genova – “Marco si trovava proprio in quella zona”. Quella zona: l’area del disastro al confine tra Nepal e Tibet. Un 50enne di Rapallo (Genova), Marco Ratto, risulta disperso nell’alluvione lampo che ha devastato la zona di Gyirong. L’artigiano-imprenditore è molto conosciuto nella cittadina del Tigullio: è l’erede di una storica famiglia di orefici liguri. “Stiamo monitorando la situazione e speriamo che si tratti di un problema di comunicazioni”, ha detto la sindaca di Rapallo, Elisabetta Ricci. Ratto, appassionato di trekking e montagna, era partito da solo con un tour operator internazionale pochi giorni dopo Ferragosto. Non dà sue notizie da ore.


Sportivo, dinamico, amante dell’avventura, Ratto si era preparato con allenamenti quotidiani. Aveva scelto il Nepal come una delle mete del viaggio che aveva intrapreso da solo una decina di giorni fa. Viaggio che aveva già rimandato una volta per un piccolo infortunio. A raccontare le ore di angoscia della famiglia è Andrea Bernardin, cognato di Marco Ratto, marito di sua sorella: “Siamo sgomenti e senza parole. Siamo in contatto con la Farnesina ma al momento non abbiamo notizie. Marco si trovava proprio in quella zona”, ha detto laconicamente, la voce che tradiva la tensione di queste ore. Con lui, nell’apprensione, anche la sorella, i nipoti e la compagna di Marco.

Un sopravvissuto all'alluvione nel villaggio di Devighat, distretto di Nuwakot, Nepal
epa13194188 Flood survivor Amar Prasad Nepal returns to find his missing son following a flash flood in Devighat Village, Nuwakot district, Nepal, 27 August 2026. More than 160 people have died and hundreds remain missing across northern Nepal after a suspected avalanche triggered massive flash floods and mudslides along the Bhotekoshi and Trishuli river near the Nepal-Tibet border, causing widespread destruction to settlements and infrastructure, according to local authorities. EPA/NARENDRA SHRESTHA

Le autorità nepalesi intanto hanno diffuso un aggiornamento sul numero dei dispersi coinvolti. L’unità di crisi della Farnesina sta effettuando ulteriori verifiche con le autorità locali, tramite il consolato generale d’Italia a Calcutta e il consolato onorario a Kathmandu, e con le agenzie di viaggio coinvolte e finora sono solo due gli italiani dispersi di cui si ha conferma.

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Sono almeno 517 i turisti con cittadinanza straniera ancora irreperibili a più di 24 ore dalla tragedia. Tra loro 178 indiani, 100 cinesi, 65 statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi, nove cittadini di Singapore, otto tedeschi e otto russi. L’Ente del turismo nepalese ha comunicato che le autorità stanno lavorando per “verificare dove si trovino e le condizioni di sicurezza dei turisti e dei viaggiatori” presenti nelle aree investite dalla piena. Sui circa 130 italiani segnalati nell’area, 90 sono registrati sul sito web della Farnesina. Due, attualmente i dispersi. Uno è Marco Ratto.

Su indicazione del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è stato disposto l’invio di personale a Kathmandu dall’ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza ai connazionali.

Il bilancio di dispersi e vittime è in continuo aggiornamento: il numero dei morti è salito a 332, oltre 1.300 persone risultano invece disperse, come comunicato dall’agenzia del Nepal per la gestione delle emergenze.