Schengen, l’Italia proroga per altri 15 giorni i controlli alle frontiere con la Spagna

Oggi, 31 agosto, scadono i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna introdotti dall’Italia, e come reazione dalla Spagna nei confronti dei viaggiatori provenienti dall’Italia, decisi dal Viminale subito dopo i fatti di Ceuta. L’Italia, fa sapere il Viminale, ha deciso per una proroga che durerà altri 15 giorni con la Spagna che sarà probabilmente intenzionata a fare altrettanto.

Italia proroga il blocco di Schengen per le criticità presenti ancora a Ceuta

La decisione della proroga della sospensione di Schengen con la Spagna “è stata assunta, in linea con l’analisi effettuata dal Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, in ragione del permanere degli elementi di valutazione che erano stati alla base della loro reintroduzione lo scorso 1 agosto, ma al contempo anche tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna, insieme all’Unione Europea, affinché in quell’area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione. Le valutazioni alla base del provvedimento di proroga, fa sapere il ministro dell’Interno italiano, “sono state comunicate dal ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di un costruttivo confronto telefonico”.

La chiusura era stata decisa il 1 agosto per via della situazione di Ceuta. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nei giorni scorsi aveva spiegato che la situazione nell’exclave spagnola resta ancora critica, con 5-10 mila migranti presenti, dopo l’arrivo di almeno 60mila persone a fine luglio e le forti tensioni con i residenti, facendo intendere che la sospensione di Schengen sarebbe stata prorogata. “La situazione è tutt’altro che migliorata a Ceuta. Faremo una valutazione serena e sulla decisione definitiva ragioneremo il giorno stesso della chiusura, che sarà il 31 agosto” aveva detto ancora il responsabile del Viminale in un’intervista del Tg1 andata in onda lo scorso 28 agosto.

L’intervista a Sanchez: “Per affrontare la crisi migratoria serve la solidarietà europea”

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, in queste ore ha intanto fatto appello alla solidarietà europea per far fronte alla crisi migratoria nelle exclavi spagnole alla frontiera sud in Nord Africa e ha ricordato che durante quella “a Lampedusa, la Spagna ha accolto i migranti che arrivarono” in territorio italiano.

“L’Europa deve essere solidale a Lampedusa, in Groenlandia e a Ceuta o alle Canarie”, ha dichiarato Sanchez. “Abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi centroeuropei e del Nord d’Europa”, ha aggiunto, in un’intervista radiofonica alla Cadena Ser, interrogato sulla posizione di Paesi come l’Italia. “Perché nel caso della Spagna non c’è stata la solidarietà compatta dei Paesi Ue?”, ha chiesto Sanchez. “Perché abbiamo un governo di coalizione progressista? O perché abbiamo una posizione rispetto a Gaza e ad altre questioni?”, ha aggiunto.

Il premier si è riferito nuovamente alla “disinformazione” sulle reti social che, a suo giudizio, è stata determinante per gli afflussi di migranti in massa a Ceuta e Melilla a fine luglio. “Se Russia e Israele si mettono a disinformare su questa questione, sarà perché li preoccupa la migrazione in Spagna o perché ciò che li preoccupa è la posizione internazionale in Europa?” ha sottolineato Sanchez, nell’indicare che l’obiettivo della disinformazione è indebolire l’Ue nel suo complesso.

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