La volta buona, Caterina Balivo annuncia: “Non ci sarà”

Il ritorno del daytime Rai sa un po’ di fine estate televisiva: si riaccende la tv del primo pomeriggio, quella del caffè dopo pranzo e delle faccende lasciate a metà. Da lunedì 7 settembre, alle 14.00 su Rai 1, riparte anche La volta buona, il programma condotto da Caterina Balivo.

La nuova stagione porta qualche cambiamento ben visibile, a partire dal pianoforte, ma conferma la direzione scelta dalla conduttrice: un salotto popolare, vicino al pubblico, senza inseguire la tv urlata.

La volta buona, assenza pesantissima: l’annuncio di Caterina Balivo

La novità più evidente riguarda la musica. Come anticipato da Caterina Balivo in un’intervista all’Adnkronos, al pianoforte arriverà Emanuele Fasano, volto già conosciuto dal pubblico televisivo e musicista abituato a muoversi tra esibizioni, improvvisazioni e accompagnamento in studio.

Prenderà il posto finora occupato da Antonio Mezzancella, che per gli spettatori era diventato quasi uno di famiglia: non solo musicista, ma anche spalla, presenza ironica, punto fermo nel ritmo quotidiano della trasmissione. Balivo ha però chiarito che non si tratta di un addio definitivo. Mezzancella, definito dalla conduttrice “il mio caro amico, il Maestro Antonio Mezzancella”, porterà la sua esperienza altrove, ma continuerà a comparire nel programma: “Non ci abbandona: tornerà spesso a trovarci sul nostro divano”.

Antonio Mezzancella saluta La volta è buona (@antonio_mezzancella) – Tvblog.it

na precisazione importante, perché nel primo pomeriggio anche questi dettagli pesano. Il pubblico si affeziona a una voce, a un gesto, persino a quel momento in cui il pianoforte accompagna una battuta o l’ingresso di un ospite. Cambiare una presenza musicale vuol dire toccare una piccola abitudine di chi guarda, senza per forza stravolgere l’identità del programma.

La conduttrice ha detto di ripartire “carica”, con l’idea di continuare ad aprire lo studio non solo ai personaggi famosi, ma anche alle storie della gente comune. È uno dei tratti che hanno reso riconoscibile La volta buona: alternare volti noti, memoria televisiva, interviste leggere e racconti di vita quotidiana. L’arrivo di Fasano, in questo senso, sembra più un cambio di passo che una rottura: nuova energia musicale, dentro una cornice già chiara.