Suicidi, 4mila morti ogni anno in Italia: aumentano le richieste di aiuto tra i giovani

In Italia sono circa 4mila le persone che ogni anno muoiono per suicidio, più di dieci al giorno. Un fenomeno che interessa soprattutto gli uomini e che desta particolare preoccupazione tra i giovani. I casi risultano infatti in aumento nella fascia compresa tra i 15 e i 29 anni e, secondo i dati Istat, il suicidio rappresenta la seconda causa di morte tra i giovani dopo gli incidenti stradali.

I dati sono stati richiamati dall’associazione Auto Mutuo Aiuto Milano Monza Brianza (Ama) in occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio, che si celebra il 10 settembre. “parlare di suicidio significa parlare anche delle persone che restano”, sottolinea l’associazione.

Crescono le richieste di aiuto

Alle migliaia di decessi si aggiunge l’impatto sulle famiglie e sulle persone più vicine. Secondo Ama, per ogni suicidio almeno 20 familiari e amici stretti sarebbero direttamente coinvolti dalle conseguenze della perdita. Rapportando il dato ai circa 4mila decessi annuali, si arriva ad almeno 80mila persone.

A preoccupare sono anche i numeri relativi alle richieste di sostegno. Nei primi sei mesi del 2026, oltre 4.200 persone si sono rivolte a Telefono Amico Italia perché attraversate da pensieri suicidari o preoccupate per una persona cara: un dato in crescita del 24% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Giovani sempre più in difficoltà

Il disagio emerge soprattutto tra le nuove generazioni. “Negli ultimi 5 anni – spiega la neuropsichiatra Michela Gatta – stiamo assistendo, tra i giovani, a un chiaro aumento di manifestazioni di sofferenza psichica correlate alla suicidalità, come disregolazione emotiva, ansia, depressione, autolesionismo, ideazione suicidaria con o senza tentato suicidio e accessi ai servizi. Nelle strutture specialistiche gli accessi per ideazione suicidaria, autolesionismo e tentativi di suicidio sono in aumento, fino a diventare una delle cause più frequenti di urgenza-emergenza in neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Questa estate in reparto di Neuropsichiatria Infanzia e adolescenza a Padova, ben metà dei ragazzi e ragazze ricoverati presentavano ideazione anticonservativa e/o gesti suicidari, anche particolarmente cruenti.

Prevenzione e ascolto

Tra i fattori che possono incidere sulla salute mentale dei giovani ci sono isolamento, solitudine, conflitti familiari, fragilità emotiva, vissuti traumatici, depressione e ansia, oltre all’uso disfunzionale dei social, alla pressione legata alle prestazioni, al bullismo e al cyberbullismo. La specialista richiama anche la difficoltà dei ragazzi nel chiedere direttamente aiuto.

Sul fronte della prevenzione, Gatta sottolinea che “consiste nell’intercettare presto il malessere dei giovani”, attraverso una rete che coinvolga famiglia, scuola, pediatria, servizi territoriali e strutture specialistiche. Importanti anche formazione degli adulti, sportelli di ascolto e percorsi rapidi di presa in carico.

In questa direzione, Telefono Amico ha esteso il servizio telefonico alle ore notturne, 365 giorni l’anno, al numero 02 2327 2327. “Mentre il giorno impone ritmi, attività e stimoli esterni, la notte elimina i fattori di distrazione, amplificando pensieri e stati d’animo negativi’, conclude Michela Gatta.

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