I medici di medicina generale hanno proclamato due giornate di sciopero nazionale per le giornate del 15 e 16 settembre. Alla base della mobilitazione vi sono diverse criticità legate al rinnovo delle convenzioni, ai carichi di lavoro sempre più insostenibili e alla crescente burocratizzazione delle attività assistenziali. Durante le 48 ore di astensione dal lavoro, le visite ordinarie negli studi e il rilascio delle prescrizioni per i farmaci non urgenti subiranno una forte sospensione su tutto il territorio.
I servizi essenziali e le prestazioni garantite
Nonostante l’adesione diffusa, i sindacati di categoria hanno organizzato il servizio per assicurare la tutela della salute pubblica ed evitare criticità sulle emergenze. Saranno regolarmente garantite le visite domiciliari urgenti per i pazienti non deambulanti, le prestazioni di pronto intervento e le attività relative ai soggetti fragili o con patologie acute. Anche il coordinamento con la continuità assistenziale rimarrà operativo nelle fasce orarie stabilite.
L’impatto sui cittadini e le prossime tappe
L’astensione dei professionisti metterà a dura prova l’efficienza dei presidi territoriali, spingendo gli utenti a fare affidamento esclusivamente sulle prestazioni essenziali. Rappresentanti di settore e istituzioni sanitarie rimangono in attesa di una riapertura dei tavoli negoziali: la protesta intende sollecitarne la ripresa per ottenere un adeguato supporto organizzativo ed economico all’interno del Sistema Sanitario Nazionale.
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