“Hormuz pronto a riaprire in 7 giorni”. E il prezzo del petrolio crolla sotto i 100 euro al barile. Riattivato l’oleodotto Est-Ovest in Arabia

Roma, 22 settembre 2026 – L’Iran sarebbe pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz se gli Usa toglieranno il blocco ai porti iraniani. Una voce che ha fatto tornare le speranze circa un ridimensionamento del conflitto mediorientale e hanno fatto colare il petrolio sotto i 100 dollari al barile.

L’Iran avrebbe offerto di riaprire lo Stretto di Hormuz entro sette giorni se gli Stati Uniti compiranno passi verso un allentamento della pressione militare. Lo riporta l’agenzia di stampa giapponese Kyodo, citando un alto funzionario del governo iraniano.

La proposta, già trasmessa a Washington attraverso mediatori, prevede “la ripresa dei colloqui con l’obiettivo di raggiungere una cessazione permanente delle ostilità tra i due Paesi”, ha riferito il funzionario che ha inoltre escluso un incontro tra il presidente, Masoud Pezeshkian, e il presidente statunitense, Donald Trump, a margine dei lavori dell’Assemblea Generale Onu, pur affermando che “progressi verso un accordo restano possibili”.

L’Iran, ha sottolineato il funzionario, cerca dunque segnali da Washington sulla sua disponibilità a tornare ai negoziati e ad adottare misure per mettere fine al blocco militare statunitense dei porti iraniani e sospendere le operazioni militari legate allo Stretto di Hormuz. La nuova iniziativa sarebbe stata approvata dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, e dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, il massimo organismo di sicurezza del Paese.

Voci che hanno immediatamente avuto ripercussioni sui mercati e le quotazioni del petrolio. Il Brent scende a 98,51 dollari al barile (-1,82%) dagli oltre 100 dollari di stamattina, mentre il Wti cede il 3,37% a 89,26 dollari.

Quotazioni sulle quali potrebbe avere un ulteriore impatto la notizia che l’Arabia Saudita ha riavviato le operazioni del suo gasdotto East-West Pipeline e potrebbe riprendere oggi le esportazioni dal porto di Yanbu sul Mar Rosso: lo scrive Reuters citando tre fonti informate sulla questione. Gli attacchi dei droni hanno costretto l’Arabia Saudita a chiudere l’oleodotto East-West Pipeline il 13 settembre, interrompendo il carico di greggio nel porto di Yanbu