Non conosce bene l’italiano e il sindaco le nega la cittadinanza il giorno del giuramento. L’episodio è avvenuto a Cadoneghe, in provincia di Padova, dove ieri mattina si è tenuta in Comune la cerimonia alla presenza del primo cittadino, Marco Schiesaro, eletto con il centrodestra. Il sindaco ha concesso la cittadinanza a tre persone, chiedendo però di riesaminare la pratica di una donna di un Paese extra Ue, perché a suo dire non conosceva sufficientemente la nostra lingua. In base alla riforma voluta dalla Lega nel 2018, tra i requisiti di legge c’è anche la certificazione linguistica B1, rilasciata dagli enti riconosciuti dai ministeri.
Il sindaco: “Perplesso, la cittadinanza non è una formalità”
A raccontare quanto accaduto è il sindaco stesso via social: “Per la prima volta durante il mio mandato, mi sono trovato davanti a una situazione che mi ha lasciato profondamente perplesso”, ha spiegato in un post su Facebook. “Una persona convocata per il giuramento non era in grado di comprendere le domande più semplici in italiano e nemmeno di leggere autonomamente il verbale del proprio giuramento” ha raccontato il primo cittadino.
“Ho provato a rivolgerle alcune semplici domande – ha continuato – ma non è stata in grado di rispondere in italiano. Il marito, presente al giuramento, ha cercato di rispondere al suo posto, ma naturalmente non ho accettato: chi presta giuramento deve essere personalmente consapevole e comprendere ciò che sta facendo”. Schiesaro ha precisato: “La cittadinanza non può essere considerata una semplice formalità burocratica. Significa appartenere a una comunità, conoscerne le regole, rispettarne le leggi e comprendere il significato dell’impegno che si sta assumendo davanti alla Repubblica”.
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