Madre e figlia morte avvelenate con la ricina, perquisizioni in tre scuole: nel mirino 155 pc

Sono 155 i computer che saranno sottoposti a verifiche informatiche nell’ambito dell’inchiesta sul giallo di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove lo scorso dicembre sono morte per avvelenamento da ricina Sara Di Vita, 15 anni, e sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni. La procura di Larino ha disposto tre perquisizioni negli istituti scolastici frequentati o collegati alle persone coinvolte nell’indagine, con l’obiettivo di accertare se dai dispositivi siano state effettuate ricerche sul veleno.

Le perquisizioni

Le operazioni, affidate agli uomini della Squadra Mobile di Campobasso e dello Sco, si svolgeranno martedì 13, mercoledì 14 e giovedì 15 ottobre. Nel dettaglio, saranno controllati 71 computer dell’istituto Agrario di Riccia, dove lavora come tecnico di laboratorio il marito della professoressa amica di Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime. Altri 21 dispositivi saranno esaminati al liceo Scientifico di Riccia, dove insegna la docente, già ascoltata dagli investigatori e protagonista di un faccia a faccia con l’ex sindaco nelle scorse settimane.

Infine, giovedì mattina, a partire dalle 9, gli investigatori arriveranno al liceo Classico di Campobasso, frequentato fino allo scorso anno scolastico da Sara e dalla sorella Alice, per verificare altri 63 computer.

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