È iniziata poco dopo le 9 di questa mattina la terza delle quattro perquisizioni disposte dalla procura di Larino nell’ambito dell’inchiesta sul giallo di Pietracatella. Gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco sono al liceo Classico di Campobasso per cercare eventuali tracce di ricerche inerenti la ricina nei 63 computer presenti nella scuola. Anche oggi è presente il tecnico della società che gestisce il sistema informatico dell’istituto, frequentata fino ai mesi scorsi da Sara Di Vita e da sua sorella Alice.
Si rimane sulla pista delle relazioni personali e di presunti motivi sentimentali per fare luce sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara, avvelenate con la ricina durante le feste natalizie del 2025. Questo trapela da fonti qualificate dopo gli sviluppi degli ultimi giorni. L’indagine ruota attorno a relazioni nascoste e a quanto emerso dai recenti approfondimenti investigativi che hanno riguardato il web e il materiale sequestrato. Vengono approfonditi anche i problemi coniugali tra Di Vita e sua moglie, emersi anche dalle analisi effettuate nei mesi scorsi sui dati contenuti nel telefono della donna.
Sarà necessario tempo, invece, per conoscere i contenuti dei dati dei computer acquisiti nei giorni scorsi a Riccia (Campobasso), nel liceo Scientifico dove insegna l’amica di Gianni Di Vita, più volte sentita come testimone nei mesi scorsi. Per ora si è proceduto solo a copiare informazioni che saranno analizzate successivamente da esperti incaricati dalla Procura di Larino (Campobasso) che coordina l’inchiesta.
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