‘Klara e il Sole’, Jenna Ortega: ”Ho fiducia nei giovani: si ribellano contro ciò che viene loro imposto”

Roma, 20 ottobre 2026 – Anche una lunga attesa in aeroporto può essere fruttuosa. Specie se ti chiami Taika Waititi e per vivere fai il regista (premio Oscar). È proprio in attesa di prendere un volo che l’autore si è imbattuto in una copia di ‘Klara e il Sole‘, il romanzo del Nobel per la letteratura Kazuo Ishiguro, capendo che quelle pagine avevano tutto il potenziale per diventare un film. Così è nata la pellicola omonima, presentata in anteprima alla ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public e in sala dal 22 ottobre. È la storia di Klara, un’Amica Artificiale con il volto di Jenna Ortega che più di ogni altra cosa al mondo desidera trovare un posto da chiamare casa. Lo trova grazie a Josie (Mia Tharia), una giovane ragazza umana che convince sua madre (Amy Adams) — con la quale ha un rapporto conflittuale e condivide le ferite di un grave lutto — a farla vivere con loro.

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Contro ogni aspettativa, sarà proprio Klara, con il suo atteggiamento perennemente positivo e la sua lealtà, ad aiutarle a riunirsi e a scorgere una nuova luce nel loro mondo. ”C’è un’innocenza nel modo in cui vede e interagisce con quello che la circonda che è leggermente infantile, ma era importante che ci tuffassimo in questa versione”, spiega Waititi. ”È abbattuta o viene respinta, ma continua ad amare. Un sentimento di cui tutti noi abbiamo una grande paura perché non vogliamo essere feriti, ma è qualcosa a cui tutti aspiriamo. Grazie al romanzo mi sono innamorato di lei e del suo modo di guidare attraverso una nuova possibilità di guardare all’essere umano”.

In un mondo futuro in cui, dopo aver scatenato la terza guerra mondiale, non esiste più Internet, il film sottolinea quanto il diverso faccia ancora paura e quanto le persone desiderino ancora la “normalità”. Ma Josie sceglie Klara proprio perché non assomiglia a nessun altro Amico Artificiale o persona reale. Una visione che sottolinea quanto le giovani generazioni abbiano la capacità di osservare ciò che ci circonda con uno sguardo nuovo. ”Ho molta fiducia nei giovani. Penso che prendano molto sul serio la preservazione di quello che ci appartiene e che siano interessati a ciò che è realizzato dall’uomo”, afferma Ortega. ”È un po’ il loro modo di essere ribelli e di lottare contro ciò che viene loro imposto. Penso che ogni volta che abbiamo guardato indietro alle generazioni più giovani, queste abbiano solitamente una buona comprensione di quanto siano state sciocche quelle precedenti”. ”Se posassero i telefoni, passassero un po’ di tempo fuori casa e stessero insieme, sarebbe il massimo”, le fa eco con una risata il regista. ”Non sto dicendo che ogni giovane sia così. Credo solo che sia una cosa molto comune il fatto che sia i giovani che gli adulti oggi siano tutti molto scollegati gli uni dagli altri perché guardiamo costantemente questi dispositivi. Si tratta solo della capacità di concentrarsi e ascoltare”.

Dopo aver passato un tempo indefinito nel negozio che vende Amici Artificiali, potendo osservare solo la porzione di mondo visibile dalla vetrina, Klara scopre la vastità della natura. In questo il film custodisce anche un messaggio ecologista. ”Dobbiamo lottare per proteggere la nostra natura”, afferma l’attrice. ”Ci sono molte grandi multinazionali e aziende il cui unico obiettivo è quello di volere sempre di più. Prendere, prendere e prendere senza sentirsi mai davvero soddisfatte. E penso che parte del nostro compito di esseri umani e membri della società sia proteggere ciò che è reale e vero, perché è tutto ciò che abbiamo”.