Elezioni FIGC, Malagò contro Galliani: Serie A divisa, 11 club con l’ex CONI! Chi può decidere il nuovo presidente

Elezioni FIGC 2026, entra nel vivo la sfida tra Giovanni Malagò e Adriano Galliani per la presidenza della Federcalcio. Undici società di Serie A sostengono l’attuale commissario

La corsa alla presidenza della FIGC si avvicina a un passaggio decisivo. Entro mercoledì 4 novembre 2026, i candidati dovranno presentare ufficialmente firme e programmi in vista delle elezioni fissate per lunedì 14 dicembre.

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Il confronto si sviluppa attorno a due figure: Giovanni Malagò, attuale commissario straordinario della Federcalcio, e Adriano Galliani, sostenuto dalle associazioni dei calciatori e degli allenatori.

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Secondo quanto ricostruito dalla Gazzetta dello Sport, la Serie A si presenta divisa, mentre le altre componenti federali non hanno ancora definito un orientamento comune.

Elezioni FIGC, Malagò raggiunge 11 firme: quali club lo sostengono

Malagò ha raggiunto il numero di adesioni necessario per presentare la candidatura attraverso la Lega Serie A.

Le undici società che hanno espresso il proprio sostegno sono Napoli, Roma, Fiorentina, Bologna, Torino, Udinese, Parma, Frosinone, Monza, Genoa e Lecce.

Particolarmente significativo il caso del Genoa, che avrebbe inizialmente firmato per Galliani, salvo successivamente richiedere la revoca dell’accredito.

Sul fronte opposto, Inter, Atalanta e Como vengono indicate tra le società vicine a Galliani, mentre Juventus, Milan e Lazio non hanno ancora ufficializzato una scelta.

Elezioni FIGC, Cagliari, Sassuolo e Venezia restano neutrali

A confermare la situazione ancora aperta è arrivato il comunicato congiunto di Cagliari, Sassuolo e Venezia, pubblicato il 1° novembre.

Le tre società hanno spiegato di condividere «l’importanza di un confronto sui programmi e sulle prospettive del calcio italiano in vista della prossima elezione del presidente della Figc».

I club hanno inoltre chiarito che «non hanno al momento espresso il proprio sostegno ad alcuna candidatura e intendono approfondire le proposte per il futuro della Federazione prima di definire il proprio orientamento».

Una posizione che conferma la volontà di conoscere concretamente le riforme proposte dai candidati prima di schierarsi.

Elezioni FIGC, Galliani sostenuto da AIC e AIAC: vale il 30% dei voti

Adriano Galliani può contare sul sostegno ufficiale dell’Associazione Italiana Calciatori e dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio.

Le due organizzazioni hanno annunciato di aver raccolto le firme necessarie per presentare la sua candidatura, individuando nell’esperienza dell’ex dirigente rossonero un elemento importante per il futuro della Federazione.

Calciatori e allenatori rappresentano complessivamente il 30% dell’assemblea elettorale, rispettivamente con il 20% e il 10%.

Un sostegno significativo, che tuttavia non determina automaticamente il risultato delle elezioni.

Elezioni FIGC, Serie B, Lega Pro e Dilettanti decisive: il peso del 52%

L’attenzione si concentra soprattutto sulle altre tre leghe, che insieme rappresentano il 52% dei voti.

La Serie B pesa per il 6%, la Lega Pro per il 12% e la Lega Nazionale Dilettanti per il 34%.

Oggi, lunedì 2 novembre, è previsto un confronto tra i rispettivi presidenti Paolo Bedin, Matteo Marani e Giancarlo Abete.

L’obiettivo è valutare le posizioni delle componenti e le proposte dei candidati, senza escludere la possibilità di lasciare autonomia decisionale ai singoli delegati.

Elezioni FIGC, cosa succede adesso: le date decisive

La candidatura di Malagò arriva dopo il commissariamento della FIGC disposto dal CONI il 6 ottobre, conseguente alle problematiche legate ai requisiti formali della sua precedente elezione.

L’ex presidente del CONI era stato eletto il 22 giugno 2026 con il 68,58% dei consensi, superando Giancarlo Abete.

Ora il quadro politico è cambiato. Le firme necessarie per candidarsi sono state raccolte, ma non costituiscono un vincolo di voto per i delegati.

La presentazione dei programmi entro il 4 novembre e le successive interlocuzioni con le componenti federali saranno dunque passaggi centrali prima dell’assemblea elettiva del 14 dicembre.