Report, Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi difendono l’autonomia del programma: “Siamo liberi di lavorare, nessun veto dalla Rai”

Il prossimo 8 novembre 2026 inizia la nuova stagione di Report, ma il pubblico delle grandi occasioni c’era già dalla conferenza stampa di presentazione. Il programma che fu condotto e diretto da Sigfrido Ranucci, ora, è nelle mani di Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi. L’affair Ranucci ha cambiato gli scenari e la liturgia di un programma che conserva i propri valori perdendo una colonna portante del format. Questo, all’interno della redazione, lo sanno bene e la squadra di lavoro del contenitore era ben consapevole di dover fronteggiare una mole sostanziosa di domande sul tema.

Gli argomenti toccati in conferenza stampa si possono riassumere in un unico macro quesito: Report sarà sempre lo stesso? Il team di giornalisti e giornaliste assicura di sì. Ranucci è stato allontanato per scelta aziendale della Rai, al suo posto ci saranno due nuovi conduttori, ma l’ossatura del formato non cambia. Manforte arriva anche dalla dirigenza Rai che difende l’operato dei professionisti che lavorano all’interno del programma: “Nessun veto alle inchieste da parte di Viale Mazzini”, sottolinea Corsini della Sezione Approfondimento.

Report torna l’8 novembre 2026

Quindi, tutto prosegue nella più totale serenità e autonomia di pensiero. Almeno questo è quanto traspare dalle parole dette in conferenza stampa dai rappresentanti di Viale Mazzini e i nuovi conduttori della trasmissione: “Non esiste alcun metodo Report, le inchieste saranno sempre della stessa fattura. Argomenti diversi, ma con egual intensità e voglia di indagare e fare chiarezza”. Report torna in diretta nella prima serata di Raitre, ma l’obiettivo più complicato da raggiungere sarà riconquistare la fiducia del pubblico. Sui social in molti stanno scrivendo che boicotteranno il programma, dato che l’allontanamento di Ranucci da quello che fu il suo posto non è andato giù a molti affezionati.

Una decisione che in tanti considerano un atto politico in grado di minare la libertà di stampa. Allora l’unica arma a disposizione dell’utente è il telecomando. In tantissimi, secondo quanto si apprende dai commenti social alla pagina ufficiale del programma, sono pronti a cambiare canale. La squadra di Report dovrà essere brava a frenare questo esodo catodico annunciato. Claudia Di Pasquale è apparsa visibilmente commossa: “Finalmente riprendiamo a lavorare dopo un’estate difficile”, commenta la neo conduttrice di Report. La quale sa benissimo che la salita comincia ora: in primis la sfida è quella di tenere alti gli standard di un programma rinnovato al vertice del team, ma con gli stessi interpreti giornalistici degli anni scorsi.

La nuova edizione senza Ranucci

C’è una stagione di tempo per dimostrare, da parte loro, che Report non è soltanto e unicamente Sigfrido Ranucci. L’ex conduttore, però, è diventato il simbolo di una battaglia appena cominciata che include altri principi. Sul piano legale la disputa fra Viale Mazzini e l’attuale Vicedirettore di RaiNews24 continuerà, ma in certi contesti prevale lo Share. La nuova edizione di Report è chiamata a rispettare gli standard della scorsa stagione: un formato che, subito dopo l’attentato a Ranucci, è arrivato a toccare anche il 10% di Share. Picco difficile da replicare, ma non impossibile. 48 ore alla (ri)partenza per provare a scacciare i fantasmi del recente passato, con tutto quel che ne deriva.