A 26 anni devo scegliere tra relazione e carriera. C’è una sola domanda: cosa ti fa stare bene?

Ciao Caterina,

mi chiamo Maria Francesca ho 26 anni e sono da poco uscita da una relazione durata due anni con un ragazzo di 32 anni. Sono stata io a lasciarlo quando mi sono resa conto che ciò che volevamo era diverso. La nostra relazione è sempre stata a distanza, non una distanza insormontabile, due orette tra treno e macchina ma nella quotidianità si sentono. Ciò che mi ha spinto a prendere una posizione è stato soprattutto il fatto che lui mi ha fatto capire chiaramente che non si sposterà mai dal paese di cui siamo originari perché il tipo di lavoro che fa è strettamente legato alla località, allo stesso modo però lo è il tipo di lavoro che faccio io per cui per avere possibilità di crescita e realizzazione devo stare in una grande città.

Io mi sento troppo giovane per rinunciare alle mie aspirazioni per una relazione, me lo sono proprio imposta, anche se tra noi andava tutto per il meglio. Il giorno di San Valentino ci siamo fatti gli auguri e ci siamo visti perché ci trovavamo entrambi nel nostro paese di origine. Da lì siamo entrati in un loop in cui sembra non essere cambiato nulla, ci comportiamo come se non ci fossimo mai lasciati: usciamo, andiamo a fare shopping insieme e ci sentiamo costantemente. L’elefante nella stanza della distanza e del fatto che nessuno dei due voglia fare un passo indietro sul proprio lavoro però non viene toccato. Ho l’impressione che mi stia mettendo in una situazione che alla lunga mi farà soffrire. È giusto tenere il punto per la carriera e le proprie aspirazioni? A volte penso che mi pentirò di questa scelta ma io ho sempre pensato alla me del futuro come indipendente e realizzata, non vorrei mai essere frenata da una relazione per quanto funzionante. Fammi sapere cosa ne pensi, ho bisogno di un consiglio da qualcuno di esterno a tutto. Mi devo riallontanare o continuo così finché funziona?

Maria Francesca

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Cara Maria Francesca,

grazie per aver condiviso una parte così personale della tua storia. Da quello che racconti emerge una grande lucidità, hai riconosciuto che tra voi non c’era un problema di sentimento o di stare bene insieme, ma una divergenza concreta su come immaginate il vostro futuro. Questa non è una cosa da poco, perché le scelte di vita, dove vivere, che lavoro fare, che tipo di opportunità inseguire, pesano molto nel lungo periodo. La sensazione che descrivi è molto comprensibile. Quando due persone si vogliono bene è facile scivolare di nuovo nella familiarità. Il problema è che, se la questione di fondo resta lì in sospeso, prima o poi torna a farsi sentire, spesso lo fa quando si è già di nuovo emotivamente coinvolti.

Il primo consiglio che mi sento di darti è di non ignorare quell’“elefante nella stanza” di cui parli. Se continuate a comportarvi come una coppia ma senza affrontare il tema della distanza e delle scelte di vita, rischiate solo di rimandare un confronto che prima o poi sarà inevitabile. Parlare apertamente potrebbe essere scomodo, ma è anche l’unico modo per capire se state davvero andando nella stessa direzione oppure no. Il secondo consiglio riguarda te e le tue aspirazioni. A 26 anni è assolutamente legittimo voler investire su sé stessi, sulla propria crescita e sulla propria indipendenza. Anzi, ti dirò una cosa con molta sincerità: io a 26 anni non mi farei condizionare da nessuno. Non significa essere egoisti o dare meno valore ai sentimenti, significa semplicemente riconoscere che costruire la propria strada è fondamentale, soprattutto quando si è ancora all’inizio del proprio percorso.

Un terzo spunto riguarda proprio il dubbio che esprimi: la paura di poterti pentire. È una paura molto comune quando si prendono decisioni importanti. Se tra voi ci fosse stato un desiderio fortissimo e condiviso di costruire qualcosa insieme, probabilmente uno dei due avrebbe già cercato un modo per avvicinarsi all’altro. Dal tuo racconto, invece, sembra che entrambi abbiate idee piuttosto chiare sul vostro lavoro e sul luogo in cui volete stare. Infine, chiediti con onestà cosa ti fa stare davvero bene in questo momento: continuare a vedervi “finché funziona” potrebbe sembrare la strada più semplice, ma potrebbe anche rendere più difficile staccarsi in futuro. A volte prendere un po’ di distanza serve proprio per proteggersi e per dare spazio a ciò che si vuole davvero costruire. Qualunque decisione prenderai, però, cerca di farlo restando fedele alla versione di te stessa che immagini per il futuro: indipendente, realizzata e libera di scegliere la propria strada. Se quella è la persona che vuoi diventare, è giusto darle spazio.

Caterina