Accelerata sulla manovra. Irpef, il taglio è un rebus. Le risorse? Dalle banche

Roma, 9 ottobre 2025 – Non tutte le divergenze sono appianate: sull’aumento dei requisiti pensionistici e sull’ampiezza del taglio dell’Irpef e della nuova rottamazione i ministri e gli sherpa dei partiti di maggioranza dovranno lavorare in questi giorni per arrivare a una mediazione tra le posizioni in campo. Ma il summit di oltre due ore e mezza a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, con Giancarlo Giorgetti “ottimista” sulla possibilità di scendere sotto il 3 per cento del deficit anche nel 2025, ha permesso di fissare i cardini della legge di Bilancio e, così, di dare un’accelerata al pacchetto di finanza pubblica con l’obiettivo di vararlo entro il 15 ottobre.

La volata finale

Con qualche giorno d’anticipo rispetto alla scadenza del 20 ottobre, il disegno di legge di bilancio dovrebbe arrivare sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri insieme con il Documento programmatico di bilancio (Dpb) da inviare a Bruxelles. Potrebbe essere messo sul tavolo del Cdm anche il decreto fiscale che spesso accompagna la manovra. Una riunione è al momento prevista per il 13, ma non è ufficiale. In vista del rush finale la maggioranza, ieri, ha messo in fila l’impianto dell’operazione con l’individuazione dei capisaldi e dei nodi da sciogliere. Il ministro Giorgetti ieri ha parlato di “un uso accorto delle risorse per fare fronte a eventuali choc negativi”.

Il ceto medio

Tutti d’accordo sul taglio delle tasse per il ceto medio. Ma resta da definire se la sforbiciata di due punti della seconda aliquota Irpef, dal 35% al 33 si limiterà allo scaglione 28mila-50mila euro, come ha lasciato intuire anche la premier, o se alla fine si estenderà fino a 60mila come chiede Forza Italia. Il costo sarebbe differente con oscillazioni di circa un miliardo. Anche gli effetti sarebbero differenti: i vantaggi fiscali, nel primo caso, arriverebbero fino a un massimo di 440 euro l’anno, mentre nella seconda ipotesi si supererebbero i 1.400 euro.

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La rottamazione

C’è poi da capire come ridimensionare la nuova rottamazione fortemente voluta dalla Lega: su 8 o 9 anni, con un versamento minimo di 50 euro per accelerare la sanatoria sulle piccole cifre. Anche in questo caso il costo fa la differenza. Si è abbandonato, però, il progetto delle 120 rate.

Pensioni

La Lega è intenzionata a bloccare l’innalzamento automatico di tre mesi dal 2027 secondo l’indicazione dell’Istat in relazione all’incremento della speranza di vita. Ma l’intervento costerebbe oltre 3 miliardi a regime, con Forza Italia contraria al blocco dell’aumento. Per questo sul tavolo dei tecnici ci sarebbero altre ipotesi. A partire da quella di bloccare l’aumento solo per chi ha già compiuto 64 anni nel 2027. Oppure l’incremento di un solo mese nel 2027 e uno o due nel 2028.

Le banche

L’entità delle misure dipenderebbe dal contributo che arriverà dalle banche. Il governo è intenzionato a chiedere una mano “come l’anno scorso”, ha già detto la presidente del consiglio, ribadendo che non c’è alcun intento “punitivo”.

Casa

Sull’edilizia “è nostro intendimento riproporre e prorogare la detrazione al 50% in modo selettivo, sulla prima casa in particolare”, ha detto Giorgetti.

Famiglia e sanità

Su un punto tutti sono d’accordo, anche questa manovra – le cui coperture arriveranno anche dai tagli ai ministeri – dovrà favorire famiglie e natalità: quindi si lavora sulle detrazioni fiscali col quoziente familiare e a confermare il congedo parentale facoltativo all’80%. Per la sanità sono invece in arrivo “diversi miliardi in più”, assicura il vicepremier Salvini.

Landini e la patrimoniale

Il leader della Cgil Maurizio Landini rilancia la patrimoniale sui Paperoni sotto forma di “un contributo di solidarietà” sulle grandi ricchezze: ipotizzando un’aliquota pari all’1,3% su 500mila contribuenti che detengono almeno 2 milioni di euro, il gettito addizionale sarebbe di 26 miliardi in un anno.

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