Milano, 27 dicembre 2025 – Le voci si rincorrono ormai dallo scorso luglio e, ora, sembrano finalmente trovare una conferma: dovrebbe concretizzarsi all’inizio del 2026 l’operazione di vendita della divisione ‘waters’ di Nestlé. Valutata oltre 5 miliardi di euro, l’operazione interessa da vicino il nostro Paese, dal momento che il ‘pacchetto delle acque’ comprende anche il gruppo Sanpellegrino, a capo dei brand San Pellegrino, Acqua Panna, Levissima e Perrier. L’asta sarà gestita dai consulenti di Rothschild & co. Stando alle indiscrezioni riportate dalla stampa specializzata nei giorni scorsi, sembra siano tanti i fondi internazionali pronti ad avventarsi sul ghiotto boccone: tra i candidati principali figurano due colossi americani, ossia Cd&R, con oltre 80 miliardi di patrimonio, e One Rock Capital, che ha già rilevato, nel 2021, i marchi d’acqua nordamericani di Nestlé per una cifra pari a 4,3 miliardi di dollari.
Sfida tra fondi
Tuttavia, il pretendente in pole position sembra essere Pai Partners, fondo francese partecipato da Bnp Paribas: il fondo, in effetti, è già socio al 50% di Nestlé per il produttore di gelati Froneri – proprietario di marchi celebri come Häagen-Dazs, Maxibon e Coppa del Nonno – e per la pizza surgelata in Europa. La partecipazione è nata nel 2019, quando Pai sborsò 4 miliardi per accaparrarsi la metà di Froneri da Nestlé, ed è stata corroborata, quest’anno, dall’iniezione di capitale del nuovo coinvestitore Adia, ossia l’Abu Dhabi investment Authority, che ha messo nell’affare ben 3,6 miliardi di dollari. Anche per quanto riguarda Nestlé Waters, dicono gli analisti in queste ore, potrebbe replicarsi lo schema attivato con Froneri: Pai Partners entrerebbe nelle acque minerali Nestlé con una partecipazione paritetica del 50%.

I numeri realizzati da Nestlé Waters
Nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2025, la divisione Nestlé Waters – la più piccola del colosso Nestlé – ha registrato ricavi per circa 3 miliardi di euro, in linea con lo stesso periodo dell’anno precedente. In totale, il gruppo ha realizzato vendite per 65,9 miliardi di franchi, in flessione dell’1,9% (+3,3% a livello organico). Nell’arco di tempo considerato, le acque italiane, San Pellegrino e Acqua Panna, hanno messo a segno una solida crescita, guadagnando quote di mercato ulteriori, mentre Perrier ha sofferto per problemi produttivi e per una crisi reputazionale legata all’uso di trattamenti vietati per disinfettare l’acqua destinata al mercato francese. Una battaglia legale vinta poco più di un mese fa, quando il tribunale di Nanterre ha autorizzato la continuazione della commercializzazione delle acque Perrier, marchio di Nestlé Waters, con la denominazione “acqua minerale naturale”.
Operazione parte di un processo di efficientamento dei costi
L’operazione rientrerebbe nell’ambito del programma ‘Fuel for Growth’, avviato nel 2024 dalla multinazionale svizzera per consentire l’efficientamento e l’ottimizzazione dei costi al proprio interno. Pensato per raggiungere 3 miliardi di franchi svizzeri di risparmi entro il 2027 grazie alla razionalizzazione dei processi operativi, alla riduzione della complessità organizzativa e a un più ampio uso dell’automazione, il piano prevede anche una riduzione dell’organico per 16mila unità.