Chuck Norris è morto giovedì all’età di 86 anni. L’attore è sempre stato un riferimento per giovani e meno giovani grazie alle proprie performance in film d’azione e note serie tv. A dare la notizia della dipartita sono stati i familiari con un post social su cui ancora non compaiono ulteriori dettagli riguardo alla causa della morte. L’annuncio ha comunque sconvolto il mondo del cinema e della televisione. L’interprete è molto amato e ben voluto anche in Italia, grazie alla fama delle serie tv che lo hanno visto protagonista in America ma
anche e soprattutto in giro per il mondo. Un volto riconoscibile e negli ultimi anni protagonista anche delle ironie social tra vignette satiriche e meme di riferimento. Un affetto che non si è mai spento e il cordoglio del grande pubblico in un giorno come questo lo conferma. Testimonianza di una passione confermata con gli anni, una vita spesa per la platea. Sia in televisione che al cinema.
Chuck Norris morto a 86 anni
È sempre stato un uomo pronto all’azione, nel vero senso della parola. La recitazione è stata un suo pallino sin dalla gioventù, ma è riuscito a coniugare tutto questo ardore scenico con la capacità di predisporre l’azione e giustificare il dinamismo delle proprie peculiarità. Norris infatti non sapeva soltanto recitare: era in grado di muoversi e simulare il combattimento meglio di molti colleghi e colleghe. Le scene di azione erano tutte le sue.
Il motivo era semplice: Norris non riproponeva una scena, la interpretava nella sua crudezza più essenziale. Ogni combattimento, salto, affronto era fatto sempre con quel pizzico di autenticità in più perchè l’interprete stesso era – prima ancora di un grande attore – un campione in diverse discipline: cintura nera di judo e karatè, senza contare le esperienze collezionate in ambito della capoeira e del tai-chi.
Il successo con Walker Texas Ranger
Competenze che l’interprete ha messo a disposizione all’interno di Walker Texas Ranger: una serie tv che, in Italia, ha spopolato a partire dagli inizi degli anni Novanta. Il successo di quel contenuto è proprio in relazione alla potenzialità di Norris che è stato in grado di riproporre ogni azione nel minimo dettaglio proprio perché metteva tutto sè stesso nel giro di ciascun ciak. L’attore ha dato, fra le altre cose, prova di un’altra grande capacità riconducibile soltanto a lui. La gestione dello spazio durante le scene d’azione.
Norris ha fatto veri e propri “simposi” sul tema. Anche perché il lavoro, negli anni, con Bruce Lee e tanti grandi maestri del genere si è fatto sentire. Per questo il personaggio di Cordell Walker era diventato, in qualche maniera, un sinonimo dello stesso Norris che non disdegnava i riferimenti costanti che gli venivano fatti subito dopo ogni girato.
I calci volanti e il pugno in sospensione
Una fama che ha portato Norris ad essere citato e menzionato anche da altri colleghi importanti, non è casuale infatti il dolore unanime di queste ore. L’impressione è che l’interprete fosse malato da tempo, si è sempre tenuto bene ma anche i super eroi – seppur televisivi e cinematografici – hanno bisogno di ricaricare le batterie. L’uomo era ricoverato da diversi giorni in una clinica alle Hawaii circondato dall’affetto dei suoi cari e di qualche collega con cui è rimasto in ottimi rapporti. Il motivo di questi legami era dovuto non soltanto a una giovialità mista a cordialità particolare, ma anche ad alcune tecniche che l’attore – nel corso degli anni – ha tramandato a colleghi e colleghe per rendere meglio in alcune scene complesse.
In primis i calci volanti e il pugno in sospensione restano tracce indelebili di uno stile divenuto, cinematograficamente, inconfondibile. Anche Terence Hill, giunto alla ribalta con Trinità e le altre opere condivise con Bud Spencer, ha sottolineato che Norris ha ripreso quella strada aggiungendo un tocco di autenticità alle singole mosse. Le sue performance erano frutto di copione, perchè la violenza non va mai idolatrata, ma riportavano nel dettaglio ogni atteggiamento proprio per la sua costante ricerca della perfezione ogni volta che si trattava di rielaborare un corpo a corpo prima del ciak.
L’urlo di Chen che terrorizza l’Occidente e Rombo di Tuono
Una delle scene di maggior successo e ulteriore lascito in termini di riferimento è stata (e resta) quella del 1972. Il film è uno solo: L’urlo di Chen che terrorizza l’Occidente. Il combattimento con Bruce Lee passò alla storia del cinema per via proprio della capacità che ebbero i due attori di immedesimarsi talmente tanto nel confronto. Non fu una semplice scena da girare: divenne una vera e propria “danza” che ha riscritto le regole del combattimento cinematografico. Anche e soprattutto in relazione alla capacità di gestire il fiato a favore di telecamera. Quando si combatte, anche solo per esigenze sceniche, è importante la gestione dei fiati per non perdere autorevolezza. Le singole parole, seppur strozzate per dare spazio alla contesa, devono arrivare in modo chiaro e pulito. Ecco perché quell’insieme di suoni gutturali che usciva dalla bocca di Lee e Norris è diventato un vero e proprio “spartito” a cui attenersi.
Lo stesso iter lo abbiamo visto – molto tempo dopo – nei capitoli de I Mercenari (saga dove Norris è impiegato) per sottolineare un tributo doveroso a un interprete che, con le sue capacità e anche un pizzico di sfrontatezza, è riuscito a comunicare uno stile. Una vera e propria filosofia interpretativa che, dagli anni Novanta in poi, ha reso intramontabili alcune opere che vanno dall’action puro per arrivare a sfociare nel thriller. Norris, tuttavia, sapeva anche ridere. Lo abbiamo, infatti, apprezzato – nel ruolo di sè stesso – in Palle al Balzo – Dodgeball. Correva l’anno 2004.
Vita privata
Chuck Norris era un uomo dedito anche alla famiglia. Molto in vista per ragioni lavorative. Successo che, però, ha sempre condiviso con chi ha amato. Per questo ha sempre avuto l’umiltà di mettere un freno alle agende (piene anno dopo anno) con l’obiettivo di condividere il cosiddetto tempo di qualità con chi riteneva importante. In tal senso troviamo, inizialmente, Dianne Holechek. Donna che Norris conosce ai tempi del liceo, con cui si sposa a partire dal 1958. Matrimonio che finisce inesorabilmente quando si scopre che l’interprete ha avuto una relazione extraconiugale con una partner più giovane.
Dalla passione ardente nasce una figlia – di nome Dina – che l’attore americano ha riconosciuto soltanto quando la giovane donna ha compiuto 26 anni. Nel 1989 Norris divorzia dalla consorte e si risposa con la modella Gene ‘O Kelley. Il 2004 è l’anno in cui le vicende private diventano pubbliche, l’attore mette in chiaro la sua situazione dichiarando anche le proprie “colpe di gioventù” da cui però è nata una ragazza che ha portato nella sua vita tante soddisfazioni.
L’eredità di un’icona
Oggi, fino a prima della dipartita, Norris ha fatto il nonno sprint alternandosi tra figli, nipoti e moglie. I rapporti con la ex sono rimasti ottimi dopo un periodo di tensioni. Sembrava essere tutto perfetto, compreso qualche impegno che Chuck Norris portava avanti a livello di investimento. Voleva, infatti, dare vita a una sorta di accademia dove si insegnasse l’arte del combattimento ai fini cinematografici, con particolare attenzione ai ruoli di stunt-man e stunt-woman. Progetto che, forse, porteranno avanti gli eredi.
Si pensa, ma non ci sono conferme al momento, a una possibile fondazione per alimentare il ricordo dell’attore attraverso eventuali incentivi e borse di studio nei confronti di giovani attori e attrici. L’ultima missione di Cordell Walker è non disperdere quanto di buono fatto finora, onere e onore che spetterà a chi non ha mai smesso di volergli bene. Un ultimo applauso più fragoroso degli altri per ricordare un’icona che, nel cuore dei telespettatori, non morirà mai davvero. Stavolta, purtroppo, non è possibile premere il tasto del rewind.