Pinerolo (Torino) – Se non fosse tragica, sarebbe quasi comica: il razzismo che attacca i suoi, un paradosso purtroppo solo apparente anche nei tempi tristi che ci tocca vivere. E invece è successo davvero, un’altra volta. In un ipotetico metro che misura la vergogna, quello che è successo ad Adhu Malual, pallavolista della Monviso volley di Pinerolo già nel giro della nazionale di Velasco e amica di Paola Egonu, sarebbe fuori scala. I fatti sono semplici, anche se gli arbitri non si sono accorti di nulla e non hanno sospeso il gioco come da protocollo: alle sanzioni ora penserà il giudice della Lega volley. Ma chi potrà giudicare e guarire le ferite del cuore?

Gli insulti razzisti al palasport di Villafranca di Torino, dove gioca in casa il Pinerolo
Sabato sera, palasport di Villafranca di Torino, dove gioca in casa il Pinerolo, A1 femminile. Di fronte c’è Macerata, che sul campo vince, ma lo sport non è il punto. Adhu Malual, 25 anni, nata a Roma da genitori del Sud Sudan, gioca opposto e come tante compagne nell’occasione non lo fa benissimo. Ma i tifosi, quelli della sua squadra, vanno ben oltre i legittimi fischi: piovono insulti e commenti razzisti, anche nei confronti dei familiari seduti a vedere la partita. Il club piemontese si è dissociato e ha indicato in una minoranza i responsabili delle offese.
“L‘amore che provo per questo Paese, che è la mia casa, è indescrivibile”
Lei ha ringraziato il club per il sostegno e poi ha affidato ad un post sui social il suo stato d’animo: “Sono fiera di essere italiana e di indossare la maglia azzurra, perché l‘amore che provo per questo Paese, che è la mia casa, è indescrivibile. E non permetterò a nessuno di metterlo in discussione. C‘è una linea sottile tra il tifo e la mancanza di rispetto. Ieri sera (sabato, ndr) quella linea è stata superata più volte. E quando a pagarne il prezzo non è solo l‘atleta in campo, ma anche la squadra e la sua famiglia sugli spalti, allora il problema non è sportivo. È umano. Io continuerò a fare il mio lavoro. Con dignità. Con professionalità. Con rispetto per questo sport. Ma una cosa va detta chiaramente: il silenzio, davanti a certi comportamenti, non è più un‘opzione”.
Quello che non fa parte di questo sport sono insulti, fischi costanti, offese personali e commenti razzisti
E ancora: “Ieri sera ho giocato in casa. E non mi sono sentita a casa. In 12 anni di carriera non avevo mai assistito né vissuto sulla mia pelle un atteggiamento del genere da parte del pubblico che dovrebbe sostenere la propria squadra. Quello che non fa parte di questo sport sono insulti, fischi costanti, offese personali e commenti razzisti, non solo a me ma anche ai miei familiari. Non per spronare. Non per sostenere. Solo per colpire”.
“Bisogna proibire ai responsabili l‘accesso in futuro al palazzetto”
Sulla vicenda sono intervenuti il presidente della Federvolley Manfredi (“Piena e totale solidarietà ad Adhu Malual. Parlare, esporsi e non restare in silenzio è un atto che aiuta tutto lo sport a crescere e a prendere coscienza”) e quello della Lega Mauro Fabris: “Chiederemo l‘intervento del giudice di Lega, ma crediamo che Monviso Volley sia in grado di individuare i responsabili di questa vicenda indegna e proibire loro l‘accesso in futuro al palazzetto”.