“Aeroporti a rischio carburante in tre settimane”. La lettera degli hub che fa tremare l’Europa: riaprite Hormuz, riserve agli sgoccioli

Roma, 10 aprile 2026 – Conto alla rovescia per gli aeroporti europei, tre settimane all’alba. Anzi, alla notte più scura. Si rischia una carenza “sistemica” di carburante per i velivoli se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto. C’è autonomia per circa 20 giorni, poi la situazione sarà compromessa. L’allarme arriva da Aci Europe, l’associazione degli hub europei, e viene messo nero su bianco in una lettera visionata dal Financial Times. 

Le riserve di carburante si stanno esaurendo, si legge nella missiva, e “’l’impatto delle attività militari sulla domanda” di petrolio sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture.

Con la lettera Aci Europe avverte il commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas delle ”crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché della necessità di un monitoraggio e di un’azione proattiva da parte dell’Ue”.

Si legge sul Financial Times: ”Se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Ue”.

La missiva aggiunge: “Al momento non esiste una mappatura, una valutazione o un monitoraggio a livello europeo della produzione e della disponibilità di carburante per aerei” ma “una crisi dell’approvvigionamento – si sottolinea – comprometterebbe gravemente le operazioni aeroportuali e la connettività aerea, con il rischio di gravi ripercussioni economiche per le comunità colpite e per l’Europa in caso di carenza sistemica di carburante per aerei”.

Notizia in aggiornamento