L’aggressione da parte di un collega può essere riconosciuta come infortunio sul lavoro: è quanto stabilito dall’Inail accogliendo il ricorso presentato da un lavoratore assistito dalla Cgil, dopo un iniziale rifiuto. L’ente aveva infatti respinto la domanda sostenendo che la lite fosse legata a un rischio generico, estraneo all’attività lavorativa.
Protagonista della vicenda è un dipendente di un’azienda del settore alimentare, aggredito da un collega nel parcheggio aziendale al termine del turno. Assistito dal patronato Inca Cgil, il lavoratore ha impugnato la decisione, portando elementi che hanno ribaltato l’esito.
L’ufficio Danno alla Salute del patronato ha dimostrato, anche attraverso testimonianze, che l’episodio non era isolato ma inserito in un contesto lavorativo caratterizzato da tensioni frequenti, generate da dinamiche di subordinazione gerarchica mal gestite. La lite, degenerata in aggressione fisica, aveva causato lesioni con una prognosi di circa un mese.
Alla luce di questi elementi, l’Inail ha riconosciuto l’evento come infortunio sul lavoro senza ricorrere al giudice, liquidando l’indennità per inabilità temporanea. In futuro sarà valutata l’eventuale presenza di postumi permanenti, con tutele previdenziali più ampie rispetto a quelle previste per la malattia.
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