Alberto Stasi, il lavoro fuori dal carcere e i 700mila euro da risarcire alla famiglia di Chiara Poggi

Da quattro mesi Alberto Stasi ha un lavoro. Il 39enne, in carcere per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi a Garlasco (Pavia), esce ogni giorno per andare a lavorare fuori e per poi fare rientro. A darne notizia è oggi il Corriere della Sera, spiegando che il 39enne è stato ammesso dal tribunale di sorveglianza di Milano al lavoro esterno.

Alberto Stasi ammesso al lavoro esterno da quattro mesi

Alberto Stasi è stato ammesso dal tribunale di sorveglianza di Milano al lavoro esterno. Il 39enne esce ogni giorno dal carcere per andare a lavorare e poi fa rientro nell’istituto penitenziario di Bollate. Stasi svolge mansioni contabili e amministrative, con rigide prescrizioni sugli orari di uscita e di rientro in cella, sui mezzi di trasporto utilizzabili, sugli itinerari dai quali non discostarsi e sui controlli.

La transazione

Nel 2015 la condanna definitiva per Stasi, dopo le annullate assoluzioni del 2009 e 2011, era arrivata a 16 anni attraverso la riduzione di un terzo della pena. A favore dei genitori di Chiara era stato fissato un milione di euro di danni e 150 mila euro di spese legali. Il 39enne, spiega ancora il quotidiano, pur continuando a respingere il verdetto, nel 2018 ha raggiunto in sede civile con la famiglia Poggi una transazione che lo impegna a risarcire 700mila euro: metà già liquidati e metà promessi con detrazioni mensili sugli stipendi del lavoro prima in carcere e poi fuori.

Alberto Stasi ha il fine pena nel 2030, ma per buona condotta con lo scomputo di 45 giorni di liberazione anticipata ogni 6 mesi lo può anticipare nel 2028, con possibilità di chiedere l’affidamento in prova dal 2025. 

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