In questi sedici giorni di conflitto in Medio Oriente, le basi militari in cui sono dispiegati i soldati italiani sono state più volte prese di mira.
La base aerea di Ali Al Salem in Kuwait, a circa 60 chilometri dal confine iracheno e soprannominata dai militari “The Rock”, è uno degli hub strategici della sicurezza regionale: ospita sistemi avanzati di sorveglianza e raccolta dati, supporto logistico, operazioni di antiterrorismo e difesa contro droni. Qui operano anche le unità italiane della Task Force Air-Kuwait, con droni MQ-9 Predator/Reaper, caccia Eurofighter Typhoon, velivoli da trasporto C-130J e rifornitori KC-767A, oltre alla cellula di intelligence I2MEC.
Prima dello scoppio del conflitto, erano presenti 321 militari italiani; ora ne restano circa 80, con i rimanenti trasferiti in Arabia Saudita per ridurre l’esposizione al rischio.
Ieri, la base di Ali Al Salem è stata colpita per la quarta volta in due settimane da un drone iraniano.
Come nei precedenti episodi, i militari italiani erano al sicuro nei bunker e sono rimasti incolumi, ma il Predator italiano all’interno di un hangar è stato distrutto.
Il capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, ha sottolineato che il velivolo era “indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era schierato per garantire la continuità delle operazioni”. Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha precisato che la perdita del velivolo non compromette la sicurezza del personale: le missioni italiane proseguono, seppur con numeri ridotti, nell’ambito dell’operazione “Prima Parthica”, attiva dal 2014 a supporto della coalizione internazionale contro Daesh.
Nei giorni scorsi, anche la base di Camp Singara a Erbil, in Iraq, è stata colpita il 12 marzo da un drone ‘shahed’, senza feriti tra i 140 militari italiani presenti. Ad Ali Al Salem, gli attacchi precedenti erano avvenuti il 28 febbraio e il 2 e il 15 marzo, con danni a infrastrutture, rifornimenti di carburante e mezzi militari. In tutti gli episodi, i soldati italiani hanno trovato riparo nei bunker, evitando vittime.
Intanto, fanno sapere da Roma, l’attenzione del governo resta massima, con piani di evacuazione pronti e un monitoraggio costante delle operazioni navali nel Mar Rosso e davanti a Cipro.
L’articolo Ali Al Salem e Camp Singara, le missioni italiane in Medio Oriente sotto attacco proviene da Blitz quotidiano.