Alta tensione a Minneapolis, sindaco e governatore sotto indagine. Tim Walz mobilita la Guardia Nazionale contro le proteste

Roma, 17 gennaio 2026 – Alta tensione nel Minnesota e a Minneapolis. Dopo l’uccisione di Renee Good da parte dell’Ice sono esplose proteste e manifestazioni. Il sindaco di Minneapolis e governatore dello stato sono stati indagati dopo essersi apertamente schierati contro la polizia anti immigrazione. Ma non solo. Il Governatore Walz ha mobilitato la Guardia Nazionale statale per far fronte alle proteste.

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Il governatore del Minnesota, Tim Walz, ha disposto la mobilitazione della Guardia Nazionale statale a supporto della Minnesota State Patrol, in seguito alle proteste in corso nello Stato. “Siamo schierati e pronti a intervenire. Al momento non siamo dispiegati nelle strade cittadine”, ha dichiarato in una nota la maggiore dell’esercito Andrea Tsuchiya, responsabile degli affari pubblici della Guardia Nazionale del Minnesota.

La decisione arriva dopo le manifestazioni di ieri sera nei pressi del Bishop Henry Whipple Federal Building, nell’area di Minneapolis, e mentre le autorità locali si preparano a un nuovo giorno di proteste. “Restate al sicuro e mantenete la calma”, ha scritto Walz sui social, assicurando che le forze di sicurezza “dispongono di risorse, coordinamento e personale sul terreno per garantire l’ordine pubblico e intervenire se necessario”. Le proteste sono scoppiate dopo l’uccisione della 37enne Renee Good, madre di tre figli colpita mortalmente da un agente dell’Ice (la polizia anti immigrazione irregolare) e si sono intensificate dopo il ferimento durante un arresto di un cittadino venezuelano da parte di un altro agente. Ieri un giudice federale ha stabilito che gli agenti dell’immigrazione non possono usare misure di controllo della folla contro manifestanti pacifici né procedere ad arresti, mentre il Dipartimento di Giustizia sta valutando un’indagine su Walz e sul sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, per la presunta ostruzione delle attività federali.

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Alta tensione a Minneapolis. Mentre sulle strade continuano le proteste, l’amministrazione Trump tira dritto e avvia un’indagine nei confronti del sindaco e del governatore del Minnesota accusandoli di presunta ostruzione all’attività degli agenti dell’Ice dispiegati nell’ambito della battaglia ai migranti.

La mossa del Dipartimento di Giustizia rischia di inasprire ancora di più gli animi in una città che da oltre una settimana è una polveriera in seguito all’uccisione di una donna, Renee Good, da parte di un agente federale. L’inchiesta è un “chiaro tentativo di intimidazione”, ha detto il sindaco, il democratico Jacob Frey. “Usare il sistema di giustizia come un’arma e minacciare gli oppositori politici è pericoloso ed è una tattica autoritaria”, ha tuonato il governatore Tim Walz, l’ex candidato alla vicepresidenza con Kamala Harris.

Protests Continue in Minnesota
epa12657267 Jake Lang speaks during his rally calling for deportation of all Muslims in Minneapolis, Minnesota, USA, 17 January 2026. As part of a federal immigration crackdown involving over 2,000 agents from Border Patrol, Immigration and Customs Enforcement (ICE), and Homeland Security Investigations (HSI), an ICE officer fatally shot US citizen Renee Nicole Good in her vehicle during an operation in South Minneapolis on 07 January 2026. EPA/Olga Fedorova

Il Dipartimento guidato da Pam Bondi però non molla: Walz e Frey “hanno incoraggiato la violenza contro gli agenti” e le loro azioni sono “terrorismo”, ha spiegato Todd Blanche, il viceministro della giustizia americana.

Il sindaco e il governatore hanno criticato duramente gli agenti dell’Ice dopo la morte di Good, chiedendo loro di andarsene dalla città. Hanno anche attaccato l’amministrazione per aver escluso le autorità locali dall’indagine avviata per accertare esattamente cosa è accaduto con Renee Good e perché l’agente ha sparato.

I video e le ricostruzioni dell’incidente sembrano contraddire la versione del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, secondo il quale l’agente ha aperto il fuoco perché l’auto con a bordo la donna era usata come arma. Resta in attesa di chiarimenti anche sul perché siano stati sparati tre o quattro colpi contro Good, una risposta ritenuta eccessiva da parte di un agente che, in teoria, è addestrato ad avere contatti con il pubblico.

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Fra gli altri nodi su cui fare luce è anche il perché non è stato concesso a un medico presente sulla scena di prestare immediato soccorso alla donna. L’affondo dell’amministrazione arriva mentre un giudice ha imposto limiti all’uso della forza da parte degli agenti dell’immigrazione, consegnando un’importante vittoria ai manifestanti che da giorni lamentano violazioni dei loro diritti costituzionali. L’ingiunzione preliminare impedisce agli agenti di esercitare ritorsioni contro i manifestanti pacifici, di arrestare o detenere persone che partecipano a proteste pacifiche e di usare spray al peperoncino o altre munizioni non letali contro la folla.

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Per i manifestanti è una boccata d’ossigeno: le proteste vanno avanti senza sosta e il timore di incidenti è elevato. In piazza sono scesi non solo i manifestanti contrari all’Ice ma anche quelli a favore degli agenti. Jack Lang, uno dei rivoltosi del 6 gennaio graziato da Trump, ha infatti organizzato una manifestazione pacifica che ha come obiettivo “unire le voci cristiane e conservatrici”. In passato Lang era salito alla cronache per la sue affermazioni antisemite e per aver cercato di provocare i musulmani a bruciare il Corano. Trump nei giorni scorsi ha minacciato l’invio della Guardia Nazionale a Minneapolis e il ricorso all’Insurrection Act, accusando Frey e Walz di aver completamente perso il controllo della situazione. Di recente però sembra aver abbassato i toni, anche se la minaccia continua ad aleggiare sulla città impaurita e frustrata, che vorrebbe cancellare quanto accaduto e tornare alla normalità.