Bachelet: “La sinistra guardi al voto dei giovani. Le elezioni? Problema che non mi riguarda, spero di fermarmi qui”

Roma – Novello Cincinnato, Giovanni Bachelet è tornato alla politica dopo 13 anni, ha condotto il comitato per il No alla vittoria al referendum e ora, cortesemente, vorrebbe tornare nel suo cantuccio.

Professore, non si è divertito?

“È stato emozionante. Un ritorno alla politica che pensavo di aver abbandonato per sempre nel 2013, quando sono tornato ai miei studenti”.

Ordinario di Fisica della materia. Però figura anche tra i fondatori del Pd.

“Un’altra gran bella avventura. Ma questa volta, per il referendum, ho visto più giovani”.

Il dibattito sulle primarie? Lo capisco, ma il referendum ha dimostrato che interessano di più i diritti

Sono stati loro la sorpresa?

“Indubbiamente. E c’è un legame ancora poco sottolineato”.

Prego.

“Anche nei referendum del giugno 2025, l’unica fascia in cui è stato raggiunto il quorum è stata quella dei 18-35”.

Alla faccia del disinteresse.

“Eppure in entrambi i casi si trattava di quesiti legati ai diritti e al diritto. Chiediamoci perché non ci sia la stessa mobilitazione per le Politiche”.

Torniamo al No.

“Porto a casa l’euforia di tanti ragazzi e tante ragazze, in oltre 50 città d’Italia. E al loro fianco, per contrasto, uomini e donne ben più grandi di me, che a maggio compio 71 anni, coinvolti dallo stesso entusiasmo”.

L’astensionismo si sconfigge parlando di uguaglianza, la Costituzione ci ha portato tutti alle urne

Si aspettava questo risultato?

“No. Il voto è stato nettissimo: 14 milioni di no, con 26 milioni di italiani che sono andati a votare, sconfiggendo l’astensionismo, contro una riforma che ritenevano ingiusta, difendendo l’autonomia, l’indipendenza e l’onore della magistratura”.

Il punto adesso, a sinistra, è come capitalizzare questo voto alle prossime elezioni.

“Un problema che per fortuna non mi riguarda”.

Beh, la campagna per il No non è stata anche politica?

“Non lo nego, ma difendo l’importanza del tema primario: la gente ha votato per difendere la Costituzione. Io stesso ho ritenuto di impegnarmi per questo, non per far cadere il governo o per vincere le prossime elezioni. Anzi credevo sarebbe stato solo un dovere, che non ci sarebbe stato il piacere di vincere”.

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Poi cosa l’ha convinta?

“Ho pensato ad alcuni maestri: Ruffilli, Scalfaro, Sylos Labini. Dicevano che le battaglie non si combattono perché si pensa di poterle vincere ma perché si reputa siano giuste. Poi, certo: vincere non ci è dispiaciuto…”.

Oggi quella vittoria se la intestano in molti.

“Ma eravamo in molti: quattro comitati, di cui uno, quello da me presieduto, sostenuto da intellettuali come Giorgio Parisi o Benedetta Tobagi, e poi Cgil, Acli, Arci, Anpi, Libera; dai partiti del campo largo…”.

Ecco, a proposito: il campo largo è rinato, magicamente.

“Capisco che la sinistra voglia cogliere l’attimo. Però i dati ci dicono che hanno votato No molti elettori di Calenda e di Forza Italia, magari convinti proprio dal fatto di avere sentito a destra cose non degne della Costituzione, ma nemmeno del codice di Hammurabi. Il quale sosteneva l’occhio per occhio. Non certo sparare ai ladri…”.

Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri
ANGELO BONELLI POLITICO, GIUSEPPE CONTE POLITICO, NICOLA FRANTOIANNI POLITICO, ELLY SCHLEIN POLITICO, ROBERTO GUALTIERI SINDACO DI ROMA

E a sinistra?

“Ha votato per il Sì una parte di elettori del M5S. Ciò non vuol dire che il campo largo non possa ripartire dal No, ma per farlo bisogna interrogarsi sui temi. Non vorrei che il dibattito sulle primarie oscurasse il resto”.

Forse è già successo.

“Chiariamoci: penso sia doveroso a sinistra interrogarsi su come organizzarsi per vincere. Ma torno a chiedermi perché per il No hanno votato i giovani e alle Regionali e alle Europee non hanno votato. Forse a non attirare è proprio il bla bla quotidiano della politica e dei suoi riti. Forse interessano di più i diritti, l’uguaglianza, la Costituzione”.

Lei continuerà? Ormai la passione politica si è riattivata…

“È stata una straordinaria avventura, ma spero di fermarmi. Ho avuto un permesso speciale dalla mia famiglia per un altro giro, ma è come con gli scout…”.

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Che c’entrano gli scout?

“In tenda si va quando tutti vorrebbero ancora cantare attorno al fuoco, non bisogna aspettare che vinca la noia”.

Quindi finisce qui?

“Ci vedremo per capire come concludere l’avventura. Io sono per un brindisi e tutti a casa. Altri vorranno continuare. Magari proveranno a tirarmi dentro. Per il momento non mi risulta. Per fortuna. Vedremo”.