Bambole di Pezza a Sanremo 2026: “Resta con me è il nostro inno alla sorellanza”

Più di vent’anni di palchi sudati, di porte in faccia, di “no” che non hanno fermato niente. Le Bambole di Pezza arrivano a Sanremo 2026 come la prima band interamente femminile nella storia del Festival, e lo fanno con la stessa attitudine con cui hanno sempre affrontato tutto: senza snaturarsi, senza scorciatoie, portando sul palco dell’Ariston lo stesso rock viscerale dei loro live nei club.

Il gruppo è formato da Morgana Blue alla chitarra solista, Martina “Cleo” Ungarelli alla voce, Dani Piccirillo alla chitarra ritmica e cori, Federica Rossi “Xina” alla batteria e cori, Caterina Dolci “Kaj” al basso e cori. Una formazione milanese con radici nel punk e nell’alternative rock degli anni Novanta, ispirata al movimento Riot Grrrl, nata nei primi anni Duemila e arrivata alla lineup attuale nel 2022 dopo diverse fasi e pause.

Resta con me: “This is not a love song”

Ci perdoneranno la citazione di John Lydon e dei PIL. Ma questa non è la solita canzone d’amore.

Il brano in gara delle Bambole, “Resta con me”, scritto con il rapper e cantautore Nesli, è molto più di quello che sembra: “È un invito alla presenza, alla connessione, all’unione – spiega la band all’unisono – Racconta di una donna che ha camminato sola, e ora chiede: resta con me in questo momento difficile. È quell’urlo che invoca aiuto”.

Il testo parla di sorellanza, ma con un respiro più ampio: “L’unione è un concetto molto politico in questo periodo – spiega Cleo – volendo parlare a un pubblico più ampio, è bene anche parlare di vulnerabilità. Non abbiamo nulla di cui vergognarci e nulla da nascondere. Siamo qui forti anche delle nostre debolezze che dicono moltissimo di noi e del nostro essere insieme”.

Chi si aspettava un brano più ruvido e politicamente esplicito ha trovato qualcosa di diverso. Le Bambole di Pezza non ci stanno all’etichetta più facile, quella delle outsider da sbattere nelle foto trash: “Fin dal primo disco abbiamo sempre scritto anche ballate. Le ballad rock hanno sempre fatto parte della nostra storia. Il nostro essere punk non è solo legato alle sonorità, ma all’approccio: siamo donne libere, indipendenti, che sanno dire no”.

Bambole di Pezza, Sanremo 2026
Le Bambole di Pezza sono la prima rock band interamente al femminile a presetarsi a Sanremo – Credits Ufficio Stampa (TVBlog.it)

Il messaggio alle ragazze: prendete uno strumento

L’approdo a Sanremo era un obiettivo dichiarato: “Il nostro desiderio è sempre stato quello di parlare a più persone possibili. Sanremo ci dà una voce enorme per portare il nostro messaggio e il nostro rock and roll ancora più lontano”. Ma c’è un motivo più profondo, quasi militante, dietro la loro presenza sul palco dell’Ariston: ispirare le ragazze a suonare. “Alle bambine viene spesso detto che certi strumenti, come la batteria, sono da maschi – dice Federica ‘Xina’ Se qualche ragazza, dopo averci visto, cominciasse a provare in garage, per noi sarebbe già una vittoria. C’è spazio, c’è anche attenzione, ma le ragazze devono farlo insieme, provare, farsi una corazza e spalleggiarsi a vicenda. Per noi il momento giusto è questo”.

La band può ricordare molto dei vivacissimi movimenti punk al femminile americani. Dalle Bikini Kills alle Babe in Toyland, forse la cosa più simile, alle leggendarie Go-Go’s. Ma c’è molto altro. Soprattutto ore e ore di palco per essere se stesse e non la scimmiottatura di qualcosa di altro:

Sanremo era un traguardo che le Bambole si erano date, e la strada per arrivarci non è stata lineare. L’anno prima avevano provato con “Senza permesso”, senza riuscirci. Quest’anno, quando hanno concluso “Resta con me” – chiusa e impacchettata nei rigidi canoni del regolamento dell’Ariston, hanno sentito che era la canzone giusta nel momento giusto. Lo chiamano “regolamento karmico”: una di loro aveva perso il lavoro poco prima dell’annuncio, due avevano chiuso relazioni importanti, e il giorno in cui hanno saputo della selezione a una è esplosa la macchina in autostrada.

“La notizia che potrebbe cambiarci la vita è arrivata in un momento in cui peggio di così non poteva andare – dice Cleo – da qualche parte dovevamo pure ricominciare e siamo ripartite da noi e dalla forza che insieme riusciamo a generare”.

Una storia lunga oltre vent’anni

Le Bambole di Pezza hanno costruito la loro identità lontano dai riflettori mainstream. Ed è stato un bene. I primi due album, “Crash Me” (Tube Record) e “Strike” (Alternative Produzioni), le portano all’attenzione di MTV, All Music e La7. Poi arriva una nuova fase, con una formazione rinnovata e una visione ancora più definita. Nel 2022 torna il disco con la serie di singoli che include “Favole (Mi hai rotto il caxxo)”, diventato uno dei brani simbolo della band anche per la sua viralità sui social, e “Rumore”, omaggio a Raffaella Carrà scelto come colonna sonora della miniserie “Raffa” su Disney+.

Nel 2023 esce l’album “Dirty” (AAR Music/Universal), seguito nel 2024 da “Cresciuti male” feat. J-Ax. A gennaio 2025 arriva “Wanted” (Nigiri/Sony), che contiene anche “Pagine” feat. DIVI dei Ministri e “Fuori di testa” feat. Giorgieness. Nello stesso anno firmano con EMI/Universal.

Sul palco hanno condiviso il palco con SKA-P al Carroponte, con Def Leppard e Mötley Crüe all’Ippodromo di San Siro due anni fa (splendide di fronte a un pubblico che le ha rispettate, senza nemmeno un coro becero), e poi ancora con i Sex Pistols e gli Editors all’AMA Festival. Nella primavera del 2025 hanno registrato date live sold out seguite dalla partecipazione al Concertone del Primo Maggio a Roma.

La cover con Cristina D’Avena

Nella serata dei duetti le Bambole di Pezza saliranno sul palco con Cristina D’Avena per una versione “bambolizzata” di “Occhi di gatto”, sigla dell’omonimo cartone animato. Una scelta che ha sorpreso, ma che per loro ha un senso preciso: “È un ponte tra generazioni. Cristina si è dimostrata una sorella con una forte idea di sostegno alle donne. Lei ci ha chiesto più rock. E poi è super punk fare una sigla dei cartoni animati”.

Sul palco ci sarà anche una sorpresa.

Il Club Tour 2026

Dopo il Festival le Bambole di Pezza tornano alla dimensione che più le rappresenta: il live ravvicinato, viscerale, senza filtri. Il “Club Tour 2026”, prodotto e organizzato da Friends and Partners e Color Sound, tocca i principali club italiani:

15 aprile – Milano, Fabrique

21 aprile – Firenze, Viper

23 aprile – Padova, Hall

28 aprile – Torino, Concordia

6 maggio – Bologna, Estragon

7 maggio – Roma, Atlantico

9 maggio – Napoli, Casa della Musica