Roma, 13 dicembre 2025 – Stati Uniti pronti a garantire la sicurezza dell’Ucraina con uno ‘scudo’ simile al celebre articolo 5 della Nato (un attacco contro un alleato è contro tutti, ndr), con tanto di voto del Congresso. La fonte è del governo americano, citata dal sito Axios. E se fosse vero, questa disponibilità potrebbe contribuire a sbloccare il negoziato che continua a ruotare attorno a due nodi, garanzie di sicurezza e territori. “Vogliamo dare agli ucraini – ha detto un funzionario Usa– una garanzia di sicurezza che non sia un assegno in bianco da un lato, ma che sia sufficientemente solida dall’altro”.
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La diplomazia
Washington vede positivamente l’apertura di Zelensky a indire un referendum su un accordo di pace che preveda la cessione dei territori (“un progresso”, ha commentato un funzionario della Casa Bianca). Nelle prossime ore, inoltre, l’inviato americano Steve Witkoff dovrebbe incontrare a Berlino i leader europei (ci sarà anche Giorgia Meloni) e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, per spingere verso un accordo che concluda la guerra entro la fine dell’anno. Il leader ucraino ieri in un video ha parlato di “opportunità significative di una pace” che sia “degna”. E ha detto che discuterà “di un accordo politico per mettere fine alla guerra”. Il summit dovrebbe ridurre le divergenze che in questo momento insistono tra Kiev e Washington, inserendo nel dialogo anche la possibilità di un piano per una zona demilitarizzata. Domani, invece, ci sarà un incontro tra i capi di governo europei e Zelensky.
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L’Ue e gli asset russi
A Bruxelles è stato approvato dal Consiglio Ue – con il voto contrario, scontato, di Ungheria e Slovacchia – il regolamento per superare la necessità di rinnovare ogni sei mesi il congelamento dei beni russi, gran parte dei quali sono detenuti nel deposito titoli belga Euroclear. Nel documento però non c’è alcun riferimento alla possibilità di utilizzarli per un prestito all’Ucraina, ipotesi che vede per l’appunto diversi Paesi contrari, fra i quali il Belgio per i rischi che potrebbe comportare. Il congelamento è strettamente legato alla guerra in corso: “Lo sblocco degli asset – riporta il regolamento – è previsto nel caso in cui scattino congiuntamente tre condizioni: la Russia cessi la sua guerra di aggressione; fornisca a Kiev riparazioni nella misura necessaria affinché la ricostruzione avvenga senza conseguenze economiche e finanziarie negative per l’Ue; le azioni di Mosca cessino di comportare un forte rischio di gravi difficoltà per l’economia dell’Unione e dei suoi Stati membri”.
La replica di Mosca non si è fatta attendere. “Un vero e proprio banale ladrocinio”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, a proposito del congelamento degli asset. E ha aggiunto: “Le azioni di ritorsione non tarderanno ad arrivare. L’Ue vuole indebolire, con qualsiasi mezzo, la ricerca di soluzioni pacifiche per risolvere la crisi ucraina, e sferrare un colpo diretto alle iniziative di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump”.
La guerra
Mentre si cerca di parlare di cessate il fuoco, la Russia alza ancora la pressione militare sull’Ucraina con un diluvio di bombe e droni su obiettivi civili. I Secondo le autorità ucraine, più di un milione di famiglie sono rimaste senza elettricità dopo una serie di attacchi russi con oltre 400 droni, condotti, nella notte tra venerdì e sabato e che hanno colpito alcune infrastrutture energetiche e industriali e portato a cinque ferimenti. “Più di una dozzina di strutture civili – ha scritto su Telegram il presidente Zelensky – sono state danneggiate in tutto il Paese”.