Beppe Grillo vuole patrimoniale e settimana corta/ Garante M5s ‘detta’ linea a Conte

LE PROPOSTE DI BEPPE GRILLO: “PATRIMONIALE E SETTIMANA CORTA A 4 GIORNI”

Non sono nuove a livello generale e nemmeno del tutto “innovative” per il blog del Garante M5s: eppure per Beppe Grillo è giunto il momento di “lanciare” una “nuova” linea per i suoi seguaci followers, probabilmente nell’intenzione di raggiungere quella parte del Movimento 5Stelle ancora profondamente legato al suo fondatore. E così dalla patrimoniale alla settimana corta lavorativa, le proposte emerse negli ultimi due giorni sul Blog di Beppe Grillo pongono i 5Stelle davanti a due potenziali prossime battaglie da lanciare in Parlamento: con la differenza che questa volta non essendo in maggioranza, serviranno a raccogliere consenso tra gli elettori delusi/disaffezionati.

«Il 2022 è stato l’anno della settimana lavorativa di 4 giorni. L’interesse di aziende, dipendenti, organizzazioni non profit e ricercatori è cresciuto in tutto il mondo. Per la CNN è stata una delle nove nuove idee più importanti nel mondo degli affari», scrive Grillo nel post entusiasta per le sperimentazioni avviate nel solo 2022 in Regno Unito, Spagna, Scozia e a breve anche Galles e Portogallo. «La settimana breve offre molteplici vantaggi», continua il Garante 5Stelle elencandoli brevemente: «Lavorare 4 giorni a settimana aumenta il benessere, riduce l’impatto ambientale, aumenta l’efficienza e la produttività, aumenta l’occupazione e spinge l’innovazione, poiché con meno lavoro le imprese investono in tecnologia». Citando lo studio della Cambridge University che ha coinvolto 33 aziende e quasi 1.000 dipendenti emerge come «nessuna delle aziende partecipanti aveva in programma di tornare a una settimana di 5 giorni una volta ripresa la sperimentazione. E il 70% dei dipendenti partecipanti ha anche affermato che il loro prossimo lavoro dovrebbe offrire un considerevole aumento di stipendio per tornare al programma di 5 giorni».

BEPPE GRILLO TORNA A “DETTARE” LA LINEA (A CONTE): INTANTO CASALEGGIO…

Secondo Beppe Grillo sarebbe giunto il momento per cui anche l’Italia inizi ad affacciarsi alla possibilità di portare la settimana lavorativa a 4 giorni: chiudendo il suo post dichiara infatti, «È ora che la settimana lavorativa di 4 giorni sia al centro del nostro dibattito politico e non la sola iniziativa di qualche azienda, cui va il nostro applauso». Neanche 24 ore e altro giro con altro “regalo”: sempre sul Blog appare integrale l’appello “In Tax We Trust” di circa 200 milionari che hanno scritto prima del Forum di Davos. Qui Grillo non nasconde l’intento, sebbene non citi la parola “testualmente”: si tratta di patrimoniale, nulla più e nulla meno. Quando infatti si invoca la necessità di «pagare più tasse perché siamo ricchi» è sostanzialmente l’intento patrimonialistico.

«Più di 200 persone tra i super ricchi del mondo hanno chiesto mercoledì scorso ai governi di tutto il mondo di essere tassati per aiutare a risolvere il divario tra ricchi e poveri», scrive ancora Grillo invocando una simile “battaglia” anche per il nostro Paese. Il gruppo di miliardari, tra cui l’ereditiera della Disney Abigail Disney, in una lettera inviata ai partecipanti del World Economic Forum di Davos, ha affermato che «il mondo ha sofferto in questi due anni, molti di noi possono dire di aver visto aumentare la loro ricchezza durante la pandemia. Pochi di noi, forse nessuno, può invece dire onestamente di aver pagato il giusto di tasse». Ecco, conclude Beppe Grillo, «non è la prima volta che il gruppo di milionari, chiamati Patriotic Millionaires, lancia un appello al mondo intero. Anche lo scorso anno la stessa lettera, è stata diffusa sempre durante il forum di Davos. Speriamo quindi che sia l’anno dell’ascolto!». Si tratta di fatto di un ulteriore “pressing” sulla linea da tenere per il nuovo M5s di Giuseppe Conte, nelle stesse ore in cui il figlio dello storico amico e co-fondatore Casaleggio arriva a demolire l’impianto del Movimento 5Stelle. Il presidente dell’associazione Rousseau Davide Casaleggio, intervenuto ieri alla presentazione del libro “Polvere di Stelle” di Emanuele Buzzi, ha sparato a zero contro M5s, Conte e contro lo stesso grillo: «oggi il partito dovrebbe cambiare nome, perché si fonda su un’altra organizzazione: è il partito di Conte […] se ci si innamora del palazzo in centro a Roma con l’ufficio faraonico, se ci s’innamora di stipendi importanti, perché sennò non si può andare a Cortina […] Beppe ha la stanchezza di aver portato avanti per 15 anni un movimento politico importante, scarificando la sua vita personale».

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