Biden promette il rientro degli Usa negli accordi di Parigi sul clima

Il candidato democratico annuncia che, se verrà eletto, l’America riprenderà in mano l’intesa che era stata stralciata da Trump. Ma servirà altro per una reale transizione energetica degli Stati UnitiIn attesa di conoscere l’esito delle elezioni presidenziali americane, con il candidato democratico Joe Biden che appare vicino al raggiungimento dei 270 grandi elettori necessari per conquistare la Casa Bianca, gli Usa fanno ufficialmente un passo indietro dagli accordi sul clima di Parigi. Siglata nel 2015 da Barack Obama, l’intesa è stata stralciata dal suo successore Donald Trump il quale, un anno fa, si era avvalso di una clausola di uscita diventata effettiva ieri, mercoledì 4 novembre.

Nelle ultime settimane di campagna elettorale Biden ha puntato molto sulla questione climatica, dichiarando che in caso di elezione a presidente imporrà al Paese un cambio di passo sul piano delle politiche ambientali ed energetiche. E tra i cambiamenti promessi c’è anche il rientro negli accordi di Parigi. Con un tweet il candidato democratico ha promesso che in caso di nomina nel suo primo giorno di presidenza volterà pagina riprendendo in mano l’intesa sul clima. “Oggi l’amministrazione Trump ha ufficialmente abbandonato l’accordo di Parigi sul clima. Ed esattamente in 77 giorni una amministrazione Biden vi rientrerà”, ha twittato Biden. Per Washington ciò significherebbe rimettersi in riga con gli impegni che nel 2015 erano stati presi da Obama, vale a dire tagliare le emissioni di gas serra dal 26 al 28% sotto i livelli del 2005 entro il 2025. Impegno oggi difficile da rispettare, considerato che attualmente le emissioni generate dagli Usa sono sotto del 15%.

Non sarà questa l’unica incognita da sciogliere riguardo gli impegni ambientali di una nuova Amministrazione Usa a guida democratica. Nel Green deal democratico lanciato da Biden, che dovrebbe essere finanziato con 2mila miliardi di dollari, non si spiega con chiarezza come gli Usa intendono portare avanti la loro transizione energetica verso le fonti rinnovabili. Per un Paese ancora fortemente ancorato allo sfruttamento di fonti fossili e che negli ultimi anni ha investito moltissimo nel fracking, è una domanda che, se saranno vincitori di queste elezioni, i democratici non potranno eludere ancora a lungo.

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