Brigitte Bardot, la donna che visse due volte. Una storia difficile tra amori, successi e battaglie “contro le ingiustizie”

Parigi, 28 dicembre 2025 – “Voglio essere sepolta nel giardino di casa mia, alla Madrague, con solo il nome, la data di nascita e di morte, una piccola croce di legno sulla tomba, e nient’altro. Quando il momento arriverà, sarò felice di tornare alla terra, all’essenziale”. Pensava spesso alla morte, Brigitte Bardot, senza paura, forte e rassegnata contro i tradimenti del corpo, le gambe che non reggono, le ossa che fanno male, la vista che si annebbia.

“Non so se sono vecchia o no, non voglio saperlo, je m’en fou, vado avanti”. Amava il silenzio nella sua casa di Saint-Tropez, affacciata sul mare (“un grande lusso”). La infastidivano invece le barche dei turisti che si fermavano davanti alla Madrague, binocoli puntati: per tutta la vita, anche adesso che aveva 91 anni, BB si è sentita spiata dagli obiettivi dei paparazzi e dei voyeurs.

Adesso che se n’è andata, tornano alla mente le parole del suo biografo Dominique Choulant (“Bardot per sempre, soffio di vita e libertà”) e di Simone de Beauvoir: “Donna senza passato, senza memoria e senza storia, prigioniera di un eterno presente” (“Brigitte Bardot e la sindrome di Lolita”).

Brigitte Bardot e la guerra per i diritti degli animali. La foto con i cuccioli di foca e le altre battaglie storiche. “Sì, sono una pioniera”

Era una donna-bambina e una “femme fatale”

Era una donna-bambina e una “femme fatale”, “sex symbol” degli anni Cinquanta e Sessanta, una star ingenua e scandalosa (“Coraggiosa, non scandalosa”, protestava) che esprimeva un erotismo istintivo, ben diverso da quello sofisticato delle dive hollywoodiane. Una ribelle sul set e nella vita che cambiò per sempre l’immagine femminile in Francia e nel mondo: lo capirono subito milioni di ragazze che l’ammiravano e cercavano d’imitarla, che facevano il broncio come lei, sorridevano in modo infantile come lei e correvano nei negozi a comprare le “tropeziennes” e vestitini a quadretti bianchi e rosa che indossava lei…

Voleva fare la mannequin, ma incontrò il cinema

Era nata il 28 settembre 1934 a Parigi, otto giorni esatti dopo Sofia Loren. Genitori severi cui doveva dare del “voi”, voglia sfrenata di scappare da quel sedicesimo arrondissement abitato da generali, ambasciatori e alto-borghesi. Lei sognava un altro mondo, libero e spregiudicato. Voleva fare la mannequin pur trovandosi “bruttina”. Studiò danza, affrontò subito il mondo del cinema senza gran successo, con scene di terz’ordine.

Fu un giovane e allora sconosciuto Roger Vadim, emigrato di origini ucraine e di nobile famiglia che la sposò giovanissima (17 anni lei, 26 lui), a regalarle nel 1955 il primo trionfo: le immagini di “E Dio creò la donna” che mostravano BB avvolta in un telo da bagno che la faceva sembrare nuda, o scatenata in una danza selvaggia sul tavolo di un’osteria, fecero respirare al pubblico l’odore di una sensualità inedita, libera, al tempo stesso perversa ed innocente.

La celebrità a 22 anni, poi una vita contrastata

A 22 anni Brigitte era celebre, girò film importanti (“La verità” di Clouzot, “Il disprezzo” di Godard, “Vita privata” di Louis Malle) e altri insignificanti ma riscattati dalla sua bellezza e dal suo fascino. Con 45 film in meno di vent’anni, sempre esposta alla luce di riflettori che indagavano senza scrupoli in tutti gli angoli della sua vita, le sue storie di sesso e d’amore, il divorzio da Vadim, la nascita del piccolo Nicolas in una clinica assediata dai fotografi, gli aborti clandestini, il tentativo di suicidio, le avventure con Samy Frei e Serge Gainsbourg, il nuovo matrimonio a Las Vegas con il playboy miliardario tedesco Gunther Sachs che dall’elicottero aveva fatto piovere migliaia di rose sulla sua casa. BB sedusse tutti, perfino il compassato generale De Gaulle (“Questa ragazza unisce alla bellezza una semplicità che mi sembra di grande qualità”, disse, e per lui era il massimo dei complimenti).

L’addio alle scene: a 39 anni la scelta che sbalordì il mondo

Fu nel 1973 che sbalordì il mondo annunciando di voler chiudere col cinema, a 39 anni, quando era all’apice del successo. Non sopportava più la sua vita di attrice, le notti senza controllo, gli uomini che si gettavano ai suoi piedi. Voleva stare sola alla Madrague, trasformata in un’Arca di Noè per i suoi animali, centinaia fra cani, gatti, asini e cavalli sottratti al macello: “Erano i miei veri amici, gli unici che mi capivano e mi erano fedeli”.

Le lettere a papi e presidenti: “Mi batto per le ingiustizie” 

Instancabile, scriveva lettere di suo pugno a papi e presidenti, a ministri e uomini d’affari per ottenere fondi che tenessero in vita la sua Fondazione. “Pasionaria” incompresa, spesso derisa (quante battute ciniche sulla sua passione per le capre anziché per gli uomini)), descritta come un’isterica, un’invasata, una fascista (il suo quarto marito è stato un esponente del Fronte Nazionale di Jean-Marie Le Pen), ha sempre tirato dritto sulla sua strada. senza abbassare le braccia. “Sono stata una ribelle da giovane e lo sono ancora oggi. Mi batto contro le ingiustizie, le miserie e la crudeltà che segna la nostra vita quotidiana. È la mia forza. Sarà così fino al mio ultimo giorno di vita”.