Porta a Porta è sempre stata teatro di pagine televisive e politiche di una certa rilevanza. Dalla cultura allo spettacolo, passando per i grandi momenti della politica italiana. Un contenitore dove c’è sempre stato dentro tutto e il racconto del Paese ha sempre spinto gli italiani ad alimentare dibattito e posizioni contrastanti. Bruno Vespa, poi, da maestro di cerimonie, ha sempre tenuto le fila di una disputa dialettica – fra ospiti e collegamenti di varia natura – in grado talvolta di animare qualche dissapore.
L’ultima diatriba, in ordine di tempo, è quella avuta dal conduttore con il deputato del Partito Democratico Giuseppe Provenzano. Cos’è successo: al centro del dibattito c’era la presenza in Parlamento della Premier Giorgia Meloni. La quale ha escluso ogni possibilità di rimpasto di Governo: “Io non scappo”, ha detto davanti all’esecutivo e alle opposizioni. Da questo è iniziata la discussione nell’ultima puntata del programma, che ha visto intervenire – fra gli altri – proprio Giuseppe Provenzano. Il Responsabile Esteri in quota Dem.
Porta a Porta, battibecco tra Vespa e Provenzano
Quest’ultimo ha provato a inserirsi nella diatriba, cercando di interrompere Lucio Maran (esponente di FDI), che si trovava in studio con Mario Sechi Direttore di Libero e Antonio Polito, giornalista del Corriere della Sera. I toni – vista la delicatezza del tema trattato – erano visibilmente accesi e alcuni interlocutori sono sembrati piuttosto infervorati. “Scusi, Provenzano, ha parlato prima – cerca di sottolineare Vespa – adesso lasci parlare gli altri. Se lui parla (riferito a Malan), lei interrompe”. A questo punto Provenzano risponde in maniera pacata al conduttore: “Stavamo interloquendo, Dottor Vespa, è legittimo. Siamo in uno studio democratico”.

Vespa, che non resiste più a possibili battibecchi, prende la situazione di petto e alza la voce: “Questo non glielo consento, siamo in una trasmissione totalmente equilibrata, deve trovarmi un’altra situazione simile. Con quello che vedete in giro sulla par condicio. La battuta se la poteva risparmiare, ora stia zitto e lasci parlare gli altri“. Una sfuriata in piena regola figlia di un’altra puntualizzazione, Provenzano – poco prima – aveva asserito: “Vespa dovrebbe sedersi, forse, da un’altra parte”.
Frecciatine e rabbia sul piccolo schermo
La provocazione, in questo frangente, va spiegata. Il riferimento piccato di Provenzano è, fra le righe, al presunto atteggiamento di Vespa che, secondo i Dem, farebbe una televisione a favore del Governo Meloni. Quindi, l’invito ironico di Provenzano a Vespa è stato quello di ‘sedersi a destra’.
La sequela di frecciatine, televisivamente, funziona. La presa di posizione, con relativo scatto d’ira, da parte di Vespa anche. Sui giornali, il giorno successivo, non si parla d’altro. Se non fosse che quel che poteva sembrare un espediente retorico-dialettico diviene un caso politico e sindacale. Infatti, dopo quanto accaduto all’interno della trasmissione Porta a Porta, una rappresentanza del Partito Democratico definisce l’atteggiamento di Vespa inaccettabile e tutt’altro che imparziale.
Il disappunto dei sindacati
Accuse non più velate, arrivate tramite una nota ufficiale. Vespa risponde, sempre con una nota, dove sottolinea che a suo dire Provenzano gli aveva rivolto una delle offese più gravi da fare a un giornalista. Insomma la questione si infittisce e, nel frattempo, i sindacati Rai intervengono con piccato disappunto: “Inaccettabile, dopo quanto accaduto in studio, che la dirigenza Rai gli garantisca lo status di intoccabile”. Intanto il conduttore e cronista ribadisce: “Come sanno bene Agcom e Rai, ‘Porta a porta’ ha sempre fatto dalle origini della par condicio costante la sua forse stupida religione (In questa stagione il Pd è da noi numericamente presente più di ogni altro partito)”.
Porta a Porta, dunque, prosegue il proprio percorso stagionale fra comunicati di rimessa e polemiche. Gli ascolti sono altalenanti. Indubbiamente la situazione scaturita con Provenzano contribuisce ad alimentare un appeal di vario genere. Ora, però, non è più solo materia dei curiosi. Se i sindacati hanno cominciato a manifestare insofferenza, non è escluso che nei prossimi giorni possa esserci un’ulteriore polemica dimostrativa.
Vespa e il Servizio Pubblico
La diatriba, in tal senso, sembra essere tutt’altro che chiusa. Dal canto suo, Vespa continua a lavorare. Cinque Minuti e Porta a Porta sono due certezze inamovibili del Servizio Pubblico televisivo. Tuttavia le conseguenze di un fuoriprogramma incontrollato potrebbero riaprire vecchie ruggini sul piano politico con eventuali ripercussioni strategiche. Il battibecco con Provenzano crea l’ennesimo precedente delicato, in uno studio televisivo, con cui fare i conti.
Vespa ha dalla sua l’esperienza di un programma che può vantare anni di puntate, ma la condotta da tenere – dentro e fuori lo studio – deve rimanere un mantra da assecondare a prescindere. Altrimenti il confine tra dibattito televisivo e caso politico rischia di essere superato. Così come l’interesse di un pubblico sempre più esigente che la politica vorrebbe cercare di comprenderla senza dover fare lo slalom gigante fra frecciatine, polemiche e persino qualche insulto velato.