La Rai riparte da Canzonissima. Angelo Mellone, Direttore dell’Intrattenimento Daytime, ha dato una direzione chiara agli investimenti di palinsesto. Il nuovo, in termini di programma, deve passare dalla classicità: non occorre accontentarsi di una semplice operazione nostalgia. I programmi del passato vanno ripresi e resi attuali. Questo il nuovo mantra della Rai: la tv di Stato vuole rinnovarsi passando dall’usato sicuro.
Infatti nel recente passato Viale Mazzini ha provato ad acquisire i diritti televisivi di Stranamore, Ok il Prezzo è Giusto e Il Gioco delle Coppie. Senza successo. I format, nello specifico, restano a Mediaset che deciderà cosa farne. La televisione pubblica, dunque, è costretta a guardarsi in casa e ritrova un titolo che ha reso grande “Mamma Rai” nel passato.
Canzonissima, un ritorno alle origini
Canzonissima è definito un vero e proprio cult del Varietà televisivo e alla base di tutto ci sono le canzoni: il programma ha trovato grande lustro tra il 1956 e il 1974. Anni in cui si faceva spettacolo con la musica e le regole erano semplici. Così come le pretese del pubblico. In primo piano c’era una competizione tra cantanti e il voto avveniva tramite cartoline postali. La forza del programma era l’attesa: i voti si contavano la settimana successiva e, nel frattempo, tra un’esibizione e l’altra, venivano fatti sketch comici, gag, coreografie particolarmente elaborate.
Tutto accompagnato anche dalla presenza di ospiti internazionali. Un vero e proprio contenitore in grado di disegnare i canoni attuali del Varietà: quel programma che ha fatto da apripista a un certo tipo di intrattenimento televisivo oggi torna in chiave moderna. Il compito di rendere “fresco” e attuale un evergreen spetta a Milly Carlucci.
L’avanguardia di un classico
In termini di confronto, è possibile affermare che ripescare Canzonissima dagli archivi Rai potrebbe essere una strategia particolarmente stimolante: il pubblico, almeno inizialmente, vuole capire di cosa si tratta e quindi sarà spinto a seguire il ritorno di un format simile. Una base solida come questa, tuttavia, chiama altri interrogativi a cui servirà una risposta rapida. La prima domanda a cui dovrà seguire una soluzione è: come cambia Canzonissima? La rivoluzione centrale sarà con i brani proposti. Artisti della musica leggera italiana si cimenteranno in alcune cover fino alla serata conclusiva in cui verrà decretato il vincitore. A deciderlo una giuria composta da elementi di spicco del settore musicale italiano. In mezzo tanta comicità e divertimento.
Questo potrebbe essere un viatico percorribile in grado di animare l’interesse del pubblico, il punto è che andrà a scontrarsi con una corazzata tv come Amici di Maria De Filippi. Anche questo è un programma musicale, con una giuria di spicco, ma oltre alle performance degli artisti vengono messe in evidenza anche le storie dei singoli partecipanti. Si crea, dunque, un appeal ulteriore tra retroscena, polemiche e indiscrezioni in grado di nutrire l’appuntamento serale che viene proposto una volta a settimana. Questo schema è rodato e vincente, almeno secondo il pubblico che non ha mai abbandonato – in termini di ascolto – la trasmissione della Fascino PGT.
Una scommessa da vincere
Ora potrebbe farlo con un’operazione nostalgia rielaborata soltanto parzialmente? Canzonissima, sulla carta, va a scontrarsi contro un muro televisivo. Senza contare che, poi, ripartire da dove era rimasto il celebre Varietà significherebbe – almeno metaforicamente – non considerare un’evoluzione catodica di 52 anni. Tradotto ancora meglio: Canzonissima, nella versione originale, ha contribuito a cambiare la televisione portandola su nuovi binari e schemi narrativi. Quel titolo va ancora bene nella sfida di palinsesto odierna? La risposta potrebbe essere anche di natura positiva, visto l’impatto che sta avendo un altro programma cult come La Ruota della Fortuna altrove.
Ridare linfa a un gioco a premi, tuttavia, è più semplice – e meno rischioso – della riattualizzazione di un Varietà dal passato glorioso e le aspettative elevate. Milly Carlucci arriva da un passato recente fatto di ballerini, vip e certezze. Mettersi in gioco con un remake importante è sicuramente un attestato di coraggio e particolare voglia di fare, ma ci sono anche tante insidie a cui cercare di far fronte. I promo – che anticipano la trasmissione – sembrano essere invitanti ma anche essenziali.
La musica protagonista
Non trapelano ancora molte informazioni su quello che sarà. Quindi i telespettatori sanno soltanto che Canzonissima andrà a sfidare Maria De Filippi in una sorta di “Ritorno al Futuro” tutto catodico. Il vintage potrebbe essere anche un punto di forza, ma il tempo stabilirà in quale misura e soprattutto a quale prezzo. I programmi musicali, che strizzano l’occhio all’intrattenimento, oggi non mancano. Proprio per questo trovare spazio a Canzonissima, affidandosi soltanto alla curiosità e la nostalgia degli ascoltatori più anziani, potrebbe rappresentare un’arma a doppio taglio che oscilla tra rimorso e opportunità.